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Globofobia e globofilia: interpretazioni a confronto. Seminario di Elia Zaru.

di Redazione FGB, 31 Agosto 2017

Tra aprile e giugno 2017 si è svolto un ciclo di seminari dal titolo "Globalizzazione: tra storia e teoria politica" a cura del Dipartimento di Studi Storici dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l'associazione Globus et Locus, la rivista "Glocalism: Journal of Culture, Politics and Innovation" e la Fondazione Giannino Bassetti.
Rendiamo disponibili le riprese e le sintesi dei principali interventi (vedi il programma dell'intero ciclo oppure tutti gli articoli relativi al progetto)

Il seminario di Elia Zaru, ha l'esplicativo titolo "Globofobia e globofilia: interpretazioni a confronto". Oltre ai video, più in basso, potete trovare la sintesi dell'incontro, la trascrizione e le slide utilizzate.






Sintesi (a cura di Martino Gilli)

La complessità e l'eterogeneità dei processi che compongono il fenomeno della globalizzazione necessitano di un'analisi e una teoria critica che renda conto di questa complessità e di come i suoi effetti differiscano fra diversi gruppi sociali: un posizionamento puramente ideologico a favore della dimensione globale o locale, i due poli opposti che si confrontano nella dialettica della globalizzazione, fallisce in questo compito e finisce per appiattire il dibattito.
Questo errore, sostiene Elia Zaru, è ciò che commettono gli ideologi della globofilia e della globofobia.
Nella sua prospettiva, i primi sostengono "la necessità e positività del globale in tutti i suoi aspetti". Ciò implica quindi che la globalizzazione comporta maggiore democrazia all'interno degli stati, un aumento tanto della ricchezza quanto dell'equità nella distribuzione mondiale, un arricchimento culturale tramite maggiore diversificazione e infine la nascita di una società civile globale.
Il principale campione di questa visione che Zaru menziona è il noto giornalista Thomas Friedman, autore in particolare di "The Lexus and The Olive Tree" e di "The World Is Flat"- opere nelle quali espone la propria convinzione sull'inevitabile affermarsi del Washington Consensus e delle politiche conseguono anche al di fuori dell'ex blocco occidentale.
Specularmente si collocano i globofobici: la globalizzazione ha tolto sovranità alle nazioni senza legittimizzazione popolare, ha portato ad un impoverimento relativo della classe media all'interno dei paesi occidentali insieme ad una polarizzazione tra paesi ricchi e poveri, infine ha causato un disgregarsi del tradizionale tessuto sociale che si esplica nella crisi di forme di aggregazione come famiglia, comunità e popolo. Peculiarità di questo schieramento ideologico è il suo comprendere esponenti di tradizionalmente opposte fazioni politiche che si ritrovano invece oggi accumunate nel trovare risposte alla globalizzazione e alla crisi del classico posizionamento politico. Gli esempi che portati sono, infatti, da un lato il conservatore americano e ideologo dell'alt-right Pat Buchanan e dall'altro il teologo della "democrazia inclusiva" Takis Fotopulos.

Le slide del seminario:



Il testo del seminario:


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Indice dei dieci seminari:

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