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Verso una società democratica della conoscenza - innovazione e partecipazione

di Giuseppe Pellegrini [1], 3 Settembre 2007

Comments: 7 [2]

(In English)

Verso una società democratica della conoscenza - innovazione e partecipazione

Temi di interesse socio-politico come il rischio e l'incertezza, lo sviluppo sostenibile, il principio di precauzione e la biodiversità sono considerati spesso come oggetti neutri conoscibili solamente attraverso gli strumenti della scienza e della tecnologia.

Ma l'essenza e le conseguenze di questi temi non sono intrinseci ad essi e richiedono una valutazione attenta delle implicazioni sociali e normative che queste tematiche pongono alle politiche della ricerca e agli attori dell'innovazione tecno-scientifica. Ne sono un esempio le polemiche, le controversie e i conflitti che spesso nascono in occasione della proposta di innovazioni tecnoscientifiche che generano a volte situazioni di stallo e incomunicabilità tra gli attori coinvolti.
Recentemente abbiamo avuto modo di verificare che politici, cittadini e istituzioni si trovano a gestire vere e proprie fasi di conflitto nel momento in cui si devono attuare delle infrastrutture, come ad esempio la linea ad Alta Velocità, oppure quando si deve affrontare e risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti adottando soluzioni tecniche innovative come i termo-valorizzatori.
Gli strumenti tradizionali della politica, come i meccanismi elettivi o i metodi concertativi, e la loro capacità di mettere d'accordo le parti sembrano non essere più sufficienti. In questo ambito appare ormai sempre più necessario esplorare nuove procedure per una migliore discussione in senso inclusivo e pluralistico. In definitiva, l'innovazione tecno-scientifica richiede nuove forme di sviluppo per un migliore governo della conoscenza [3]
Questa preoccupazione è sentita anche dall'Unione europea che ha incoraggiato l'adozione di forme alternative come le giurie popolari, le consensus conference per cercare di migliorare la governance di questioni complesse. Queste raccomandazioni sono contenute in vari documenti comunitari e sono state discusse in più forum [4].
La stessa fondazione Bassetti ha partecipato ad un progetto promosso dalla regione Lombardia (Progetto PPGI) in cui sono stati sperimentati meccanismi di coinvolgimento e discussione tra esperti, organizzazioni della società civile e cittadini. In continuità con i risultati di tale progetto [5] la Fondazione ha proposto numerose riflessioni [6] sui temi della responsabilità e sulla governance dell'innovazione. Intendiamo pertanto attivare un dibattito attorno ad alcuni interrogativi che riteniamo cruciali perché si avvii un confronto produttivo sul modello di società della conoscenza verso cui procedere, evitando retoriche sterili e utopie irraggiungibili.

Quale ruolo si può immaginare per la società civile nell'ambito di questioni di ampia portata e impatto pubblico che riguardano l'introduzione di innovazioni tecnoscientifiche?
Come si può distribuire la responsabilità decisionale fra gli attori interessati e in che modo i decisori politici possono favorire meccanismi efficace di inclusione nei vari momenti del processo decisionale?

Questo blog muove i suoi primi passi in un periodo in cui ci si avvicina alla realizzazione di un importante convegno sulla sussidiarietà che la regione Lombardia sta promuovendo e si realizzerà nel mese di ottobre. Le sollecitazioni, i suggerimenti, le proposte che emergeranno dalla discussione potranno arricchire il dibattito che in quella sede sarà sviluppato.

(In italiano)

From Knowledge Society to a Democratic Knowledge Society. Innovation and participation

Issues of social and policy concern, like risk and uncertainty, sustainable development, precaution and biodiversity are conventionally assumed to focus on independent objects existing in nature and are knowable trough science. But the essence and the implications of these issues are not intrinsic, simply awaiting scientific revelation implications. There needs to be explicit acknowledgement and deliberate public exploration of the socially and normatively constructed dimensions and characteristics of issues that lie at the intersection of science and governance. In this light it seems to be useful to explore new ways, new institutions and procedures for more inclusive and pluralistic discussion. More in general, techno scientific innovation needs new forms of democracy to develop a better knowledge governance [7]. Citizens juries. Consensus Conference and scenario workshop are examples of public fora [8] promoted in the EU with the aim of reducing the gap between expert and non expert. The Bassetti Foundation had also carried out in 2002 an institutional project [9] in collaboration with the Lombardia Region (PPGI project) to test out new methods of citizen participation to policy processes regarding complex techno-scientific issues. As a test case study, the topic of GMO research was selected as the main focus of panel discussions.
The present blog will improve some reflections [10] on the following questions:

Which is the role of civil society in the realm of techno-scientific innovation?
How should be possible to distribute specific responsibilities among different actors and which ways could adopt decision makers to include experts and non expert in the decision process regarding techno-scientific issues?

At the beginning of this blog it should be useful to collect suggestions, proposals and remarks on these topics. Some reflections will be valuable for a contribution at a seminar on subsidiary that will established on the next September promoting by Lombardia Region in Milan.

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Link citati nell'articolo:

  1. 1] /schedabiografica/Giuseppe Pellegrini
  2. 2] https://www.fondazionebassetti.org/it/focus/2007/09/verso_una_societa_democratica.html#commenti
  3. 3] /it/focus/2007/05/innovazione_e_politica.html
  4. 4] http://ec.europa.eu/research/science-society/index.cfm?fuseaction=public.topic&id=556&lang=1&CFID=9172064&CFTOKEN=2a46f71b09680a29-A7FEDAF3-C1C0-A376-4B2F7966DC89C752
  5. 5] /it/itframeset.php?content=http://www.fondazionebassetti.org/06/argomenti/2004_11.htm#000324
  6. 6] /it/itframeset.php?content=http://www.fondazionebassetti.org/06/docs/fgb-observa-irer-lombardia.htm
  7. 7] /it/focus/2007/05/innovation_and_politics.html
  8. 8] http://ec.europa.eu/research/science-society/index.cfm?fuseaction=public.topic&id=781&CFID=9172064&CFTOKEN=2a46f71b09680a29-A7FEDAF3-C1C0-A376-4B2F7966DC89C752
  9. 9] /it/itframeset.php?content=http://www.fondazionebassetti.org/06/argomenti/2004_11.htm#000324
  10. 10] /it/itframeset.php?content=http://www.fondazionebassetti.org/06/docs/fgb-observa-irer-lombardia.htm
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Commenti: 7


g.z.

il cittadino è spesso mal informato rispetto all'elettrosmog. Si enfatizzano i potenziali danni degli impianti riguardanti i telefonini e spesso si tralasciano però gli effetti dei telefonini stessi, anche in funzione della loro lontananza dall'impianto. Come si possono informare in modo più efficace i cittadini?

Inserito da g.z. il 24.10.07 10:47


sandro

Spesso le innovazioni tecnoscientifiche hanno determinato notevoli passi in avanti per lo sviluppo a scapito delle risorse ambientali. Mi sembra piuttosto importante valutare come e in che misura viene effettuata la partecipazione nelle decisioni che toccano temi di interesse globale. Bisogna anche tener presente che in un a società frammentata come quella attuale, in cui l'interesse generale cede sovente il passo agli interessi particolari, il processo di coinvolgimento dei cittadini e dei portatori di interesse, previsto dalla democrazia deliberativa, non può essere attivato con facilità. Come affrontare questi processi in modo efficace.
Sandro

Inserito da sandro il 02.11.07 08:18


F.G.

Si verificano, oggigiorno, regolari utilizzi della democrazia deliberativa anche limitatamente alla gestione delle amministrazioni locali? E' possibile cioè applicare certe procedure partecipative in ambito comunale e in territori molto circoscritti?
Mi sembra che il tema dei contenuti e degli argomenti di possibile trattazione sia cruciale. Ma ancora più importante, secondo me, è l'aspetto della competenza. Come è possibile coinvolgere cittadini che non hanno una conoscenza degli argomenti che saranno trattati, dato che molto spesso si tratta di opinioni e non di vere e proprie conoscenze, argomentate in modo adeguato. Infine, volevo segnalare un'altra importante questione. Il tema della rapidità delle decisioni. Quando si parla di innovazione in ambito locale si devono prendere decisioni in modo rapido. Mi sembra di capire che i meccanismi della democrazia deliberativa siano piuttosto lunghi ed onerosi. E' immaginabile una via di gestione più efficace? Ho letto che esistono delle procedure previsionali dette foresight. Possono essere una soluzione al tema dell'efficenza decisionale?
F.G.

Inserito da F.G. il 02.11.07 10:51


M.G.

Le proposte di discussione aperta e democratica su questioni che riguardano la scienza e la tecnologia mi sembrano un po' difficili da applicare nei paesi in cui non vi sono tradizioni democratiche consolidate. Inoltre, credo che spesso gli strumenti della democrazia deliberativa siano un po' troppo per addetti ai lavori e in un certo senso si sviluppi così una forma di esclusione di chi non riesce ad accedere ai canali del dibattito pubblico.
Come si possono affrontare queste due problematiche? Ovviamente non esiste una risposta semplice, però credo che questo argomento meriti una riflessione.
M.G.

Inserito da M.G. il 02.11.07 18:31


Carlo

In tutta la questione riguardante la partecipazione dei cittadini mi sfugge una cosa. Come è possibile attivare delle forme che consentano una reale partecipazione ai processi di discussione in cui i cittadini sinao veramente interessati? la mia impressione è che vi sia un certa difficoltà a coinvolgere veramente chi si trova toccato da questioni che lo riguardano anche direttamente (elettrosmog, linee ad alta velocità). Non trovo che ci sia un interesse particolare da parte dei cittadini. E comunque, anche quando le istituzioni volessero favorire il coinvolgimento, cosa potrebbero fare per coloro che in genere restano sempre ai margini? Non è molto meglio accontentarsi dei meccanismi come il voto o ril referendum quando ci sono questioni in cui ci si scontra tra posizioni diverse e opposte?
Carlo

Inserito da Carlo il 02.11.07 18:40


J. S.

What role does the internet take on the process of decision making and in what way citizens without internet access keep up with the other citizens? In other words, could the internet be considered an instrument to create a bigger participating democracy? That is, could we use the internet as a way of making decision? How? Given the fact that in non democratic countries there are different processes of innovations, how does the deliberative processes work in that situation?

Inserito da J. S. il 05.11.07 13:21


Fede

Partendo dal concetto che è fuorviante definire la democrazia come governo del popolo, la domanda in merito al rapporto fra conoscenza scientifica e società civile sorge spontanea: gli enti dui cui si parla hanno come scopo quello di diffondere una maggiore conoscenza riguardo temi scientifici e favorire il dibattito, ciò porta ad un meccanismo democratico rinnovato perchè fondato su una maggiore consapevolezza o ne mina le basi rappresentative che costituiscono la sua entità primaria?
E' inoltre fondamentale il contributo dei cittadini riguardo ai temi scientifici che hanno un'implicazione etica, ma fino a che punto l'opinione pubblica può determinare l'applicazione o meno di una scoperta? Come si può risolvere l'incontro scontro tra etica e tecnologia?

Inserito da Fede il 15.11.07 08:16


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