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Maurizio De Filippis, L'Ospedale Luigi Sacco nella Milano del Novecento

L'Ospedale Luigi Sacco nella Milano del NovecentoIl libro, di 128 pagine, è pubblicato da Franco Angeli [3], nella collana "SCIENZE E SALUTE/Ricerche", e comprende anche i contributi di: Edoardo Bressan, Roberto Formigoni, Franco Sala.

Il dott. Maurizio De Filippis, per presentare il testo, ha usato la seguente introduzione.
'L'Azienda Ospedaliera-Polo Universitario "Luigi Sacco [4]" costituisce oggi un importante punto di riferimento nazionale per la lotta contro numerose patologie (ad esempio: AIDS, SARS e Antrace) ed è uno dei centri di eccellenza della sanità milanese e lombarda. Il volume tratteggia un profilo delle vicende dell'Ospedale (intrecciando storia della medicina, storia ospitaliera e sanitaria, secondo gli insegnamenti del prof. Giorgio Cosmacini [ndr: medico, laureato in filosofia, docente universitario e scrittore. Autore di molti libri di medicina, sanità, salute, bioetica.]), legandole, nel contempo, alle esigenze di salute fisica e psichica e ai bisogni, via via sempre più pressanti, provenienti dalla variegata realtà milanese. L'evoluzione dell'Ospedale da Sanatorio ad Azienda Ospedaliera e le trasformazioni demografiche e ambientali del territorio circostante coincidono con i mutamenti epidemiologici avvenuti nel paese a partire dalla seconda metà del XX secolo (il lento declino delle malattie infettive, l'ascesa delle patologie metabolico-degenerative, la rapida diffusione dell'AIDS) e rivestono un interesse di carattere generale. Da questo punto di vista, gli sviluppi istituzionali (veicolati dai progressi delle scienze mediche e delle tecniche diagnostiche) cui è andato incontro l'Ospedale Sacco nei suoi settant'anni di storia, mi auguro, possano fornire un piccolo contributo all'adozione di moderne politiche di tutela della salute e della sanità pubblica.'


[Segnalazione proveniente dal dott. Maurizio De Filippis (Milano, 1964), ricercatore presso l'Azienda Ospedaliera-Polo Universitario "Luigi Sacco" di Milano.]

[aggiornamento del 16 dicembre]

Da: Gian Maria Borrello [ * [5]]

A proposito di moderne politiche della salute e della sanità pubblica, ricordo che, nel sito, tempo addietro, pubblicammo un articolo che riportava a riguardo un'opinione di Ivan Cavicchi, direttore generale di Farmindustria.

In estrema sintesi (e reso per parole chiave) Cavicchi parla di:
- tecnocrazia
versus politica;
- scavalcamento della tecnica rispetto alla teoria scientifica;
- subordinazione della politica alle scelte tecnico-economiche, di budget.

Nicola Cabibbo (preside della Pontificia Accademia delle scienze), interviene (l'articolo riportava un dialogo coordinato dalla giornalista Marina Corradi) costringendo Cavicchi a spiegarsi meglio. Questi espone quindi in modo netto la sua posizione di principio: 'Ci sono argomenti che sono, io credo, di competenza esclusiva della politica', e aggiunge: 'Per esempio la determinazione del livello minimo di assistenza sanitaria cui il cittadino ha diritto. Questa è una scelta eminentemente politica, che non può essere delegata ai tecnici, e invece spesso lo è'.

Il dialogo procede toccando un punto molto delicato: quello delle difficili decisioni che la sanità pubblica si trova costretta ad affrontare al cospetto del prolungamento della vita rispetto al passato. Cavicchi, dicendo che sono oggi disponibili farmaci su misura per malattie molto gravi, come alcuni tipi di neoplasie, ma che sono prodotti che costano un'enormità, anche 15 mila euro, pone in risalto la domanda cruciale:

'Come potrà la sanità pubblica garantire a tutti queste terapie? E se non le garantirà, la società sarà spaccata in due, divisa fra chi può e chi non può curarsi da una malattia mortale. Ci avviamo non solo a una razionalizzazione delle risorse, ma a un vero e proprio razionamento'

Egli dà una risposta che fondamentalmente è di metodo: 'la titolarità di scelte così gravi non può essere affidata a chi gestisce burocraticamente la sanità'. Una frase, questa, che richiama indirettamente uno dei temi di base presenti in questo sito: il rapporto tra i progressi della ricerca scientifica e i rischi della tecnocrazia.

Si veda:

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Link citati nell'articolo:

  1. 1] /schedabiografica/Gian Maria Borrello
  2. 2] /schedabiografica/Paola Parmendola
  3. 3] http://www.francoangeli.it/NovitaMail/Novita.asp?Codice=1370.21
  4. 4] http://www.hsacco.it/
  5. 5] /borrello.htm
  6. 6] /02/argomenti07-doc.htm#possibile-accadra
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