Swiss Corner by MEET, Milano 25 giugno 2026
In che modo, in una società sempre più “immersiva” e digitale, il soggetto può ancora definirsi tale? Questa la domanda da cui ha preso le mosse la mattinata introdotta dal console generale Stefano Lazzarotto. Discussione che ha avuto luogo allo Swiss Corner giovedì 25 giugno, promossa dal Consolato generale di Svizzera a Milano in collaborazione con Swiss Chamber, MEET e Fondazione Bassetti (riprese video, podcast, fotografie si trovano in fondo a questa pagina – ndr).
Strettamente connessa al New Atlas of Digital Art che si è svolto al MEET nei giorni precedenti, la conversazione ha ospitato la fondatrice e presidente di MEET Maria Grazia Mattei,
secondo la quale tutti i campi del sapere sembrano fondersi e ciascuno di noi si affaccia su una soglia da cui poter osservare e soprattutto prendere posizione consapevolmente. Nel mondo dell’arte e della comunicazione sono in moto processi di cambiamento, accelerati dall’intelligenza artificiale: la sensibilità artistica sa anticipare esigenze e trasformazioni latenti nella società.
Francesco Samorè, segretario generale di Fondazione Giannino Bassetti, ha ricordato che scrivendo Nondimanco lo storico Carlo Ginzburg – recentemente scomparso – ribadiva il profondo legame tra l’invenzione della prospettiva – Leon Battista Alberti – e il coevo cambiamento di prospettiva nel modo di intendere la convivenza e di esercitare il potere, con Machiavelli. La soglia è dunque un “punto di fuga” traguardando il quale esperire una dimensione del tutto nuova. Non possiamo pensare che oggi se ne occupino dieci persone (i proprietari delle ricchissime big tech) e, citando il titolo di un film, dobbiamo rivendicare collettivamente il diritto di contare di fronte a fenomeni che nessun individuo, ente o Stato governa da solo.
Per Fabio Bocchiola, presidente di Swiss Chamber, la mescolanza tra impresa e arte c’è sempre stata: le grandi cattedrali sono state il frutto di prosperità economica e ciascuno deve trovare il modo di esprimere l’artista che ha dentro, anche tramite le nuove tecnologie immersive, perché artista è chi sintetizza gli elementi del presente e li proietta nel futuro.

Custodire le soglie non vuol dire frenare l'immersione. Vuol dire fare in modo che, dentro di essa, si possa restare soggetti
La keynote di Stefano Lazzarotto – La soglia necessaria – e il Summit 2027 a Ginevra sull’AI
È stato quindi il momento della keynote del console generale Stefano Lazzarotto, distribuita al pubblico in occasione dell’incontro:
Dentro un’esperienza che ci avvolge da ogni parte, a quali condizioni qualcuno può ancora definirsi davvero come un soggetto?
Per fare un’esperienza come qualcuno – e non solo subirla o viverla in modo non cosciente – bisogna potersi fare avanti e poter comparire. Così la domanda dell’arte “chi fa l’esperienza?” può diventare una domanda sul comparire.
Sul tema dell’immersione, Lazzarotto ha ricordato che ne esiste una che ci consuma e una ci coinvolge. Per il console, la soglia è ciò che ci permette di passare da un’immersione che ci sfrutta un’immersione a cui prendiamo parte. Uscendo dalla metafora, nel linguaggio istituzionale è ciò che la Svizzera – nella sua Strategia di politica estera digitale – chiama “autodeterminazione digitale” e “continuità dei diritti umani tra online o offline”.
Custodire le soglie non vuol dire frenare l’immersione. Vuol dire fare in modo che, dentro di essa, si possa restare soggetti.
Il console Lazzarotto è poi sceso nel particolare, venendo prima all’aspetto economico e poi politico. Il “multilateralismo digitale” così si trasforma in un lavoro concreto. Creare luoghi dove, anche nel digitale, ciascuno possa dichiarare chi è e per cosa si impegna.
Un esempio concreto è già in calendario. Nel primo semestre del 2027 la Svizzera ospiterà a Ginevra un summit sull’intelligenza artificiale: lo ha annunciato il Presidente della Confederazione Parmelin lo scorso febbraio, a margine dell’AI Impact Summit a Nuova Delhi.
È un esercizio che si vuole aperto al mondo della ricerca e dell’economia: vuole essere il luogo dove Stati, imprese, società civile e ricerca si incontrano e dicono apertamente cosa intendono fare dell’intelligenza artificiale e a quali condizioni. Riaffermare a Ginevra il peso del diritto internazionale e dei diritti fondamentali nello sviluppo e nell’uso dell’IA – sono parole della Confederazione – vuol dire, nel linguaggio di stamani, costruire una soglia.

Le decisioni che stiamo prendendo oggi avranno impatti su mondi che non abiteremo, su generazioni che non esistono ancora
Tre voci dall’economia e dalla società civile: Angela Simone, Giuseppe Aceto e Selena Brocca
La prima a prendere parola è stata Angela Simone, esperta di public engagement e metodi partecipativi, Coordinatrice scientifica delle Iniziative Internazionali di Fondazione Giannino Bassetti. Per Simone, dire “partecipazione” non basta, perché anch’essa è una soglia e implica meccanismi di qualità e di garanzia, da assicurare affinché la partecipazione sia reale, inclusiva ed efficace. Quello della governance delle tecnologie non è un tema nuovo: in Europa il Technology Assessment è diventato Participatory Technology Assessment, il cui obiettivo fondamentale è arrivare a una deliberazione che tenga in considerazione diversi vissuti ed esperienze. Collettivamente – e di comune accordo – si delineano suggerimenti per coloro che governano le politiche e le tecnologie, in modo che le decisioni siano intrinsecamente legittimate da coloro che ne vedranno gli effetti nella vita di tutti i giorni. Fondazione Bassetti ha consuetudine con questi strumenti fin dal 2004, dalla Consensus Conference sugli OGM organizzata per Regione Lombardia. Secondo Angela Simone, anche su tematiche complesse i cittadini possono e devono avere il diritto di dire la loro. «Questo tipo di strumenti credo siano ancora più importanti nel mondo delle tecnologie immersive, che trascendono i confini geografici e del tempo. Le decisioni che stiamo prendendo oggi avranno impatti su mondi che non abiteremo, su generazioni che non esistono ancora». Da ultimo ha ricordato che questo contributo dei cittadini deve essere riconosciuto, in qualche modo ricompensato. Infine ha lanciato una proposta: arrivare al Summit di Ginevra sull’intelligenza artificiale con un percorso di accompagnamento e di deliberazione, magari nutrito anche da spunti che vengono dall’arte.
La seconda voce è stata quella di Giuseppe Aceto, che ha lavorato al CERN sul design dell’intelligenza artificiale e sulle sue dimensioni etiche, ed è promotore del progetto “Relatronica”. Aceto ha ripreso alcuni concetti dalla keynote, a partire dalla domanda se sia possibile costruire una soglia non autoritaria. Ha citato il verbo “comparire”, menzionato dal Console, un verbo tangibile, che evoca un movimento fisico verso qualcosa. E tale movimento non è possibile compierlo in una dimensione individuale, ma collettiva – e il progetto “Relatronica” coinvolge la società civile e le scuole in meccanismi deliberativi con e “sulla” intelligenza artificiale. Riprendendo i concetti di “rivelazione” e di “presenza” del sociologo Alberto Melucci nei suoi studi sui movimenti sociali, Aceto ha spiegato che costruire una soglia è un atto di rivelazione, cioè implica ricostruire domande che le istituzioni non si pongono, coinvolgendo attivamente le generazioni future, che in questo momento sono ai margini ma hanno più che mai diritto a esprimersi.
La voce dell’economia è stata quella di Selena Brocca, direttrice generale di Upskill 4.0. Il lavoro è una delle più grandi soglie che ci viene proposta nella vita, dopo quella della formazione, ma il mondo del lavoro in Italia non sempre favorisce il punto di incontro tra aspettative e possibilità. Nella narrazione dell’opinione pubblica, i giovani sono spesso additati per poca ambizione; Brocca ci ha spinto a superare questo stereotipo sulla base dei dati, perchè 9 su 10 ragazze e ragazzi sono motivati a cercare un lavoro che li faccia sentire realizzati, in cui il loro impegno possa essere riconosciuto non solo da un datore di lavoro, ma anche dalla società nel suo complesso. Ha poi evocato l’immagine del ponte, in grado di mettere in connessione mondi diversi; e rivolgendosi a Piero Bassetti ha detto di aver ripensato alla biografia dello zio industriale tessile, Giannino Bassetti (cui è dedicata la Fondazione), dal cui esempio si ricava l’idea che un vero imprenditore sia tale non solo se misurato dalla creazione di profitto ma anche sulla capacità di “istituire” una società civile che possa misurarsi grazie al proprio operato.

La storia della Svizzera si distingue da quelle degli altri Paesi europei perché, in fondo, ha testimoniato come si fondono perizia e valori
Il commento di Piero Bassetti
Al centro del suo commento sulla soglia necessaria, Piero Bassetti ha posto la figura di Guglielmo Tell, del quale una lettura un po’ superficiale rischia di enfatizzare la perizia balistica, mentre bisognerebbe richiamare la dimensione valoriale del suo gesto. «Il potere voleva verificare la sua capacità di centrare la mela, mentre Guglielmo – dovendo colpire il frutto sulla testa di suo figlio – esercitava una drammatica problematica valoriale. La storia della Svizzera si distingue da quelle degli altri Paesi europei perché, in fondo, ha testimoniato come si fondono perizia e valori».
Non è un caso – ha aggiunto Bassetti venendo al tema dell’immersione digitale – se Papa Leone XIV è stato il primo a porre il tema del disarmo dell’intelligenza artificiale: storia, valori e potere. Riprendendo la citazione di Giannino Bassetti che Selena Brocca aveva fatto poco prima, il presidente ha spiegato che laura lauren anche i boeu, usando un proverbio milanese pieno di significato. «Vuol dire si lavora non da buoi, la differenza è che noi abbiamo una problematica di valori, e i buoi no. Avendo una problematica di valori, abbiamo una problematica di potere».
A conclusione della mattinata, il console aggiunto Nicola Felder ha spiegato che La soglia necessaria è stata una prima tappa. L’idea è di partire da qui per disegnare un percorso. Il prossimo Atlas sarà forse l’opportunità di portare i risultati di questa discussione.














