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Marcello Cini e la manipolazione della vita

di Redazione FGB [1], 10 Aprile 2003

Un fattore non secondario che ha alimentato l'attenzione (se non la diffidenza) dell'opinione pubblica verso i prodotti della scienza vi è, senza dubbio, come scrive Marcello Cini su Il Manifesto del 9 aprile "Se i geni sono ridotti a merce" [2]:
'Una cosa è infatti manipolare, controllare, forgiare un oggetto fatto di materia inerte e altra cosa è compiere le stesse operazioni su un organismo vivente o addirittura sull'uomo'.
Poichè nel secondo caso i fatti della scienza si caricano di valori, Cini pone il problema del rapporto fra conoscenza ed etica, e questo 'comporta l'introduzione di criteri di equità e di giustizia nei giudizi di "verità"'. Da questi presupposti il saggio di Cini affronta alcune questioni:
'Le scelte di oggi avranno conseguenze rilevanti, non tutte positive né facilmente prevedibili sulla vita degli uomini e delle donne di domani.'
'Chi sono i soggetti sociali chiamati in causa e quali sono i compiti ad essi richiesti nel farsi carico della categoria etica responsabilità?'.
'L'introduzione, ormai accolta da una serie di documenti ufficiali e da norme dell'Unione Europea (gli Stati Uniti si differenziano anche su questa come su molte altre questioni) del principio di precauzione'.
'Occorre per prima cosa riconoscere la differenza profonda esistente fra ricerca privata e ricerca pubblica e dunque fra i dipendenti (o i consulenti) di imprese private legati al segreto industriale e gli operatori degli enti pubblici di ricerca che dovrebbero rispondere dei loro programmi alla collettività che li finanzia, o per lo meno concordare con i suoi rappresentanti le scale di priorità da rispettare'.
Infine vengono analizzate le tesi espresse da Habermas in "ll futuro della natura umana. I rischi di una genetica liberale".
'La sua convinzione, tuttavia - e siamo in molti a condividerla - è che "senza l'emozione dei sentimenti morali di obbligazione e colpa, rimprovero e perdono, senza la libertà del rispetto morale, senza la felicità dell'aiuto solidale e lo sconforto del fallimento morale, senza la 'gentilezza' di un procedimento incivilito nel trattamento di conflitti e contrasti, noi dovremmo sentire come insopportabile questo universo abitato dagli uomini".'
Sul libro di Habermas confronta in FGB Habermas e "Il futuro della natura umana: i rischi di una genetica liberale" [3]

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  1. 1] /schedabiografica/Redazione FGB
  2. 2] http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/030409e.htm
  3. 3] http://www.fondazionebassetti.org/02/rs/rs-habermas.htm
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