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Comunità alpine

di Cristina Grasseni [1], 22 Agosto 2009

Si terrà a Mendrisio dal 3 al 4 settembre 2009 il  workshop "«Comunità alpine» vent'anni dopo. Percorsi e prospettive di ricerca nelle Alpi, tra antropologia e storia", in onore di Pierpaolo Viazzo, autore di "Upland communities. Environment, population and social structure in the Alps since the sixteenth century", 1989, Cambridge University Press, una pietra miliare nella ricerca storica e antropologica sull'arco alpino tradotta in italiano l'anno seguente dalla casa editrice bolognese il Mulino ("Comunità Alpine. ambiente, popolazione, struttura sociale nelle Alpi dal XVI secolo a oggi") e ripubblicato in nuova edizione nel 2001 da La Nuova Italia Scientifica/ Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina [2] di San Michele all'Adige.
Il convegno a cura di Luigi Lorenzetti per il Laboratorio di Storia delle Alpi [3] (LAbiSAlp) dell'Università della Svizzera Italiana, dedicato alla ricerca storica e antropologica nelle Alpi affronterà l'eredità di questo classico dell'antropologia alpina alla luce degli scenari della contemporaneità alpina, che vedono nuovi tipi di fenomeni migratori con notevole impatto economico e demografico, una diffusa rilettura e riconoscimento della "mobilità" all'interno del mondo rurale e montano, e la ridefinizione di modelli produttivi e di consumo "sostenibili" sia in termini ambientali che culturali.
Di contro alla "contadinizzazione" che toccò numerose società alpine sul finire dell'Ottocento, rimane tutta da esplorare la potenzialità delle Alpi come qualcosa di più che bacino di utenza urbana (estetica, salutistica, neo-rurale) alla luce delle proprie caratteristiche forme di relazione e solidarietà, di pratica economica e sociale.
In tempi di nuovo revivalismo e di riscoperta della dimensione identitaria nel mondo alpino (per esempio con la diffusione di ecomusei e di progetti "partecipati" di sviluppo locale come le diverse edizioni del fondo europeo "Leader"), la regione alpina gioca un ruolo di primo piano tra localismo e globalizzazione. Per primo è il cibo a collocarsi in una ambivalente dialettica tra promozione (globale) di un'immagine omogenea e bucolica della cultura e dell'ambiente alpino e le strategie locali (politiche, tecno-scientifiche e culturali) di "reinvenzione" del prodotto "tipico".

Leggi il programma [4].

Leggi gli abstract degli interventi [5]

(foto di stef+ [6] in Flickr)

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  1. 1] /schedabiografica/Cristina Grasseni
  2. 2] http://www.museosanmichele.it/
  3. 3] http://www.arch.unisi.ch/labisalp
  4. 4] /it/grasseni/doc/programma1.pdf
  5. 5] /it/grasseni/doc/riassunti%20interventi.pdf
  6. 6] http://www.flickr.com/photos/sgirolimetto/
CC Creative Commons - some rights reserved.
foto di stef+ in Flickr - Fields of dream
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