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Pistorius e il rovesciamento del platonismo

di Redazione FGB [1], 3 Dicembre 2007

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Il 22 e 23 ottobre 2007 l'Università degli Studi di Milano e l'Università Iulm hanno ospitato il convegno "Post-umano. Percorsi di soggettività attuali [3]". La prima sessione, coordinata da Massimiliano Cappuccio, dedicata al tema "Ecce cyborg. Verso nuove forme transizionali di esistenza", è stata animata dalle relazioni di Alberto Abruzzese (A cosa può servire ragionare da post-umani?), Mauro Carbone (Pistorius e il rovesciamento del platonismo. Il post-umano, il simulacro, la carne), Roberto Marchesini (Carattere ibridativo dell'umano).
La seconda sessione, coordinata da Mario Pireddu, è stata dedicata a "Soglie impalpabili: animali, angeli ed esseri post-umani" e ha raccolto gli interventi di Edoardo Boncinelli (Futuro genetico o bioingegneristico?), Carlo Alberto Redi (Cibridi e chimere), Andrea Pinotti ("Io ne ho viste cose, che voi umani.". Blade Runner, Voight Kampff, empatia).
Alla sessione "Immagini dell'oltre-umano. Media e politiche dei corpi", coordinata da Antonio Tursi, sono intervenuti Ubaldo Fadini (Il passato nel/del post-umano nella società digitale. Considerazioni di antropologia filosofica), Antonio Caronia (Tra vita e morte: il cyborg come significante fluttuante), Federico Boni (Corpi mediali del potere).

Mauro Carbone [4], filosofo dell'Università di Milano e membro del comitato scientifico del convegno, ha proposto una riflessione su Pistorius e il rovesciamento del platonismo. Il post-umano, il simulacro, la carne [5].
Le prestazioni di Oscar Pistorius, a cui la Fondazione Bassetti ha dedicato alcune riflessioni (Le lame di Pistorius [6] e Blade runner [7]), mettono in crisi il rapporto tra capacità umane e tecnologia e chiamano in causa il confine tra tra umano e non umano.
L'analisi di Mauro Carbone parte dai termini platonici eidos, paràdeigma, eikon e phantasma per poi superarli: "Confrontandoci con quei termini, senza dubbio possiamo dichiarare che il post-umano non è mimèsi dell'umano, ossia "copia fedele" di una certa "forma" di vita intesa quale "modello" da imitare. Semmai, da Blade Runner in poi, a un primo sguardo il post-umano sembra offrire proprio quella somiglianza soltanto apparente su cui il detective del film indaga, non diversamente da Platone, allo scopo di individuare ed eliminare le "copie infedeli": i "replicanti". Il post-umano sembra dunque imitare l'umano, ma in realtà se ne differenzia in virtù di uno scarto tecnico. In questa luce, il compito della commissione atletica incaricata di stabilire se Oscar Pistorius possa o no partecipare ai prossimi Giochi Olimpici per normodotati da un lato mi sembra confermare come tuttora sia prevalente un'impostazione platonistica di pensiero, dall'altro mi sembra risultare, quel compito, evidentemente insensato. Se infatti le protesi che Pistorius adopera nella vita quotidiana lo rendono evidentemente somigliante agli altri esseri umani, quelle al carbonio che usa per correre non solo gli impediscono di star fermo o camminare normalmente, ma rinunciano persino a produrre una "somiglianza soltanto apparente […] Non possiamo allora continuare a pensare che l'immagine sia soltanto "una seconda cosa" rispetto al reale, aggiungendo o togliendo la quale esso rimanga, platonisticamente, identico. Viceversa, l'immagine fa tutt'uno con il reale, condizionandolo non meno di quanto ne venga condizionata".
Dobbiamo tenere conto delle trasformazioni epocali che investono lo statuto dell'immaginario legato al corpo e alla carne, intesa, con Merleau-Ponty, come elemento dell'essere, elemento che non è non è materia, non è spirito, non è sostanza." C'è insomma un sensibile - giacché interessa i nostri sensi - che non è materia, del quale possono pertanto essere intessuti tanto il reale quanto l'immaginario".

Leggi l'intero articolo nelle pagine di Carbone all'interno del Web Server della Facolta'
di Lettere di Milano: Pistorius e il rovesciamento del platonismo. Il post-umano, il simulacro, la carne [8] (PDF).

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Link citati nell'articolo:

  1. 1] /schedabiografica/Redazione FGB
  2. 2] https://www.fondazionebassetti.org/it/focus/2007/12/pistorius_e_il_rovesciamento_d.html#commenti
  3. 3] http://www.lettere.unimi.it/~sf/carbone/pdf/Locandina%20Milano_A3_opti.pdf
  4. 4] http://www.lettere.unimi.it/~sf/carbone/indexcarbone.html
  5. 5] /it/pagine/2007/12/pistorius_e_il_rovesciamento_d.html
  6. 6] /it/focus/2007/07/le_lame_di_pistorius.html
  7. 7] /it/bartoli/2005/12/blade_runner_1.html
  8. 8] http://www.lettere.unimi.it/~sf/carbone/archivio/Pistorius%20e%20il%20rovesciamento%20del%20platonismo.pdf
CC Creative Commons - some rights reserved.

Commenti: 1


Bertolini Vittorio

Nel libro di recente pubblicazione "Platone e l'ornitorinco - Le barzellette che spiegano la filosofia" ( Rizzoli) una storiella racconta di Platone che entra con un ornitorinco in un locale, e di fronte alla meraviglia degli astanti, afferma che nella caverna gli sembrava meglio. L'ornitorinco, come noto, è un animale abbastanza problematico, si veda di Umberto Eco "Kant e l'ornitorinco" (Garzanti 1997), che per le sue caratteristiche, pinnipede, oviparo, che però allatta la propria parole, ha dato per parecchio tempo filo da torcere
alle capacità classificatorie degli zoologi. La storiella, che come tutte le storielle, va presa più con esprit de finesse che con esprit de géometrie, mi pare che mostri come una certa vulgata platonica sia incapace di interpretare adeguatamente tutte le interpretazioni del reale. Pur con tutti i distinguo del caso, i membri del Comitato Olimpico che hanno posto dei dubbi sulla congruità come atleta di Oskar Pistorius, per un qualche verso lo hanno visto come
gli zoologi dell'800 vedevano l'ornitorinco. Ma se l'ornitorinco poteva essere visto come un'anomalia nel corso della storia naturale, Pistorius diventa il paradigma di come il naturale possa venir manipolato dall'artificiale. E se guardare al passato è interessante, è molto più importante proiettarci al futuro.
Se la storia della filosofia fosse, come scrive Heidegger, una lunga chiosa a Platone, (non possiamo non dirci platonici) il superamento o il ribaltamento del platonismo sarebbe solo il capitolo di una dotta disputa fra saperi specialistici, per esempio fra analitici e continentali. E' mia convinzione, però, che il discorso filosofico sottende, chiarisce altri tipi di discorso, il discorso etico per esempio. Discorso etico che è diverso, però, dal discorso morale. La morale, infatti, riguarda le credenze individuali quali esse siano, o di natura sociale o politica o religiosa, ma tutte tratte dal vago bagaglio metafisico, mentre l'etica attiene alle regole condivisibili dello stare insieme. Affinché il discorso etico non voglia ridursi semplicemente ad una enunciazione di regole come nell'etichetta (piccola etica), deve basarsi su una scala di valori che si confrontano (si giustificano) con i risultati delle diverse discipline scientifiche. Venendo al caso Pistorius, che mi sembra esemplare, compito del Comitato Olimpico non è quello di verificare quanto più o meno se Pistorius si discosti dall'idealtipo dell'atleta, un modello metafisico presente nella
mente dei commissari, ma che non esiste in nessuna realtà specifica. Da verificare è piuttosto se il quid di artificialità di Pistorius fa sì che la competizione sportiva non sia più un competere fra eguali, ma dove qualcuno è più uguale degli altri.
Se abbiamo ben presente il significato di handicap sportivo, paradossalmente gli handicappati sarebbero gli altri. In un altro tipo di discorso etico, l'artificialità di PIstorius avrebbe pieno diritto di cittadinanza. Si pensi ad un agente speciale incaricato di inseguire gli autori di scippi.

Inserito da Bertolini Vittorio il 07.01.08 11:21


Mauro Carbone
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