Logo della Fondazione Giannino Bassetti

FONDAZIONE GIANNINO BASSETTI

L'innovazione è la capacità di realizzare l'improbabile

Intestazione stampa

Focus

Temi in evidenza, a cura della Redazione

Home > Focus > RFID: uno studio italiano

RFID: uno studio italiano

di Massimo Bartoli [1], 28 Maggio 2004

Comments: 3 [2]

Diversi tipi di dispositivi RFID passivi in commercio
Immagine da: Roy Want, Enabling Ubiquitous Sensing with RFID [3], IEEE Computer, April 2004

Si è tenuto recentemente a Firenze il convegno sui rischi della conservazione dei dati in era elettronica, già segnalato [4] in un'altra rubrica del sito della Fondazione Bassetti.

In quest'occasione un'interessante rassegna delle applicazioni della telelocalizzazione è stata presentata dall'Ing. Gianni Bianchini [5], ricercatore universitario in Automatica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Siena.
Dato l'interesse dell'argomento e la tempestività dello studio, abbiamo concordato con l'autore di pubblicare i materiali presentati a Firenze sul nostro sito.

Potete leggere qui lo studio: "RFID. Identificazione automatica a radiofrequenza: impatto sulla privacy [6]" di Gianni Bianchini e potete scaricarne qui una versione stampabile [7] in formato PDF.

La RFID (Radio-Frequency Identification) è (semplificando) una tecnologia di identificazione e di telelocalizzazione a breve distanza, basata su dispositivi miniaturizzati inseriti nelle etichette dei prodotti.
Abbiamo più volte trattato il tema in questa rubrica, presentandone la tecnologia [8] e discutendone le implicazioni per la privacy [9].
Consigliamo comunque di partire dallo studio di Bianchini [10] per un'impostazione più organica dell'argomento.

Mostra/Nascondi i link citati nell'articolo

Link citati nell'articolo:

  1. 1] /schedabiografica/Massimo Bartoli
  2. 2] https://www.fondazionebassetti.org/it/focus/2004/05/rfid_uno_studio_italiano.html#commenti
  3. 3] http://csdl.computer.org/comp/mags/co/2004/04/r4084abs.htm
  4. 4] /06/parmendola/2004_05_01_archive.htm#108428786568274865
  5. 5] http://control.dii.unisi.it/giannibi/
  6. 6] /06/bartoli/ep04html/index.html
  7. 7] /06/bartoli/rfid_ep04.pdf
  8. 8] /06/bartoli/000130.htm
  9. 9] /06/bartoli/000132.htm
  10. 10] /06/bartoli/ep04html/index.html
CC Creative Commons - some rights reserved.

Commenti: 3


MB

L'articolo di IEEE Computer da cui abbiamo tratto la foto iniziale è stato scritto da un ricercatore della Intel.
Esso aveva per scopo segnalare nuovi possibili usi della tecnologia RFID per scopi di monitoraggio, ad esempio gli sbalzi di temperatura o le possibili contaminazioni batteriche a cui è stato esposto un prodotto.
O ancora la presenza nell'ambiente circostante di specifiche sostanze chimiche, o la verifca dei dosaggi di medicinali tramite misure all'interno del corpo umano da parte di chip impiantabili.

Inserito da MB il 28.06.04 14:30


MB

Secondo Jorgos Achtsivassilis, vicepresidente di Forrester Europe, entro il 2009 potrebbero esserci 14 miliardi di microchip di tipo RFID attivi in tutto il mondo.
È quanto riferisce 'Il Sole - 24 Ore': avremo 'una crescita esponenziale dei nuovi sistemi, con connessioni e interazioni che riguarderanno il mondo fisico'. I microchip 'verranno piazzati ovunque: per monitorare prodotti, il mondo esterno e persino gli esseri umani.'

'La tecnologia diventa un servizio' di Walter Riolfi, Il Sole - 24 Ore, 20.6.2004 pag. 20.

Inserito da MB il 28.06.04 14:39


Giuseppe Mottola

Non si può pensare a sistemi che individuano i microchip introdotti nei prodotti e tramite microonde distruggano definitivamente il tag nel prodotto aquistato?

Inserito da Giuseppe Mottola il 10.04.05 14:11


Immagine di base
Vedi anche: ...
Categorie: 

RFID

Articoli di: 

Massimo Bartoli

Articoli
Ricerca per:
Ricerca nei video:

- Iscriviti alla mailing list - Informativa Cookies -

RSS Feed  Valid XHTML  Diritti d'autore - Creative Commons Gruppo Fondazione Giannino Bassetti in Facebook Gruppo Fondazione Giannino Bassetti in Linkedin Segui la Fondazione Giannino Bassetti in twitter

p.i. 12520270153