(Questo post faceva parte di un blog interno al sito della Fondazione Bassetti ed è stato importato dalla versione più antica del sito. In fondo è possibile vedere l’immagine di come appariva quando veniva pubblicato. Ora questi post sono raccolti sotto la tag “Quel che poi un metal detector“. Le pagine originali si possono navigare all’interno di Internet Archive)
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Saper immaginare, non tanto per inventarsi qualcosa di non esistente, ma per riuscire a vedere ciò che non si può semplicemente guardare, è una capacità che può aiutare nella comprensione della realtà che ci circonda, nella previsione di accadimenti in nuce, nella valutazione del valore e della dimensione delle cose, nella crescita sociale.
Tra settembre 2002 e gennaio 2003 alla XX Esposizione Internazionale della Triennale di Milano è stata presentata una retrospettiva sul lavoro e sull’eredità lasciata da Charles Eames e dalla moglie Ray: “L’opera di Charles e Ray Eames. A Legacy of Invention”. Per comprendere pienamente le loro realizzazioni bisogna conoscere alcune delle sfide che essi si erano prefissati:
– come produrre mobili economici ma di alta qualità;
– come realizzare spazi abitativi o di lavoro economici e al tempo stesso ben disegnati;
– come aiutare la gente a cogliere la bellezza nella vita quotidiana;
– come aiutare gli Americani e le altre culture a capirsi reciprocamente;
– come rendere accessibili ai profani essenziali principi scientifici.
Già citando i titoli delle sezioni della retrospettiva che sta girando il mondo – arredo, spazio, bellezza, cultura e scienza – si può intuire la dimensione della loro opera. Due grandi innovatori.
Saper vedere, saper anche indicare agli altri. Ecco che scopriamo tra le loro opere una serie di video e filmati realizzati per la divulgazione scientifica. Uno di essi si intitola “Power of Ten” edito in Italia da Zanichelli (per la rivista “Le scienze” col titolo “Potenze di dieci”, anche in versione cartacea).
Lo sguardo sincronico sul reale a diverse distanze non può che spingere a vedere ogni cosa come relativa ad un’altra presente al tempo stesso e non immediatamente percepibile.
Il viaggio dalla scala umana a quella dell’Universo e da lì a tornare fino a spingersi alla dimensione delle particelle subatomiche, come una sezione o spaccato dell’esistente, è percorribile in diversi siti: dal più sofisticato Powersof10, con numerosi rimandi a bibliografie e studi paralleli, al più semplice e agile Quarks to Quasar (ambedue i siti utilizzano le immagini realizzate per il video degli Eames); in italiano troviamo una sezione del sito Microcosmos del CERN, e il sito dai toni più didattici a cura di Linguaggio Globale editore on line. Infine una versione animata che oserei dire entusiasmante (per chi ha una connessione veloce) la si può trovare sul sito dedicato alla microscopia Molecular Expressions.














