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Un'esperienza didattica con il kit di robotica - prima parte

di Redazione FGB [1], 18 Giugno 2009

Presentiamo qui la relazione pervenutaci da un'insegnante di scuola primaria che presenta interessanti analisi del percorso attivato nell'ambito di un Progetto di Robotica. La relazione si sofferma con il metodo etnografico dell'osservazione partecipante, anzi della "partecipazione osservante", sugli aspetti relazionali, emotivi e cognitivi attivati dall'esperienza condivisa di assemblare e far funzionare un kit di robotica.


UN'ESPERIENZA DIDATTICA CON IL KIT DI ROBOTICA
di Anna Zecchinato

Prima parte
Una bibliografia e la presentazione del progetto.

Costruzione del robotCostruzione del robot


Bibliografia

Angelini G., Educare si deve ma si può?, Vita e Pensiero, Milano, 2002
Contini M., Per una pedagogia delle emozioni, La Nuova Italia., Firenze, 1994
Boella L., Sentire l'altro,Conoscere e praticare l'empatia, Raffaelo Cortina Editore, Milano, 2006
Cardano M., Tecniche di ricerca qualitativa, Carocci, Roma, 2006
Cicognani E., Psicologia sociale e ricerca qualitativa, Carocci, Roma, 2002
De Monticelli R., L'ordine del cuore. Etica e teoria del sentire, Garzanti, Milano, 2003
Engestrom Y., Non scholae sed vitae discimus. Come superare l'incapsulamento dell'apprendimento scolastico; in AA.VV., I contesti sociali dell'apprendimento. Acquisire conoscenze a scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana, Led, Milano 1995
Fabietti U., Antropologia culturale- L'esperienza e l'interpretazione, Editori Laterza, Bari, 1999
Francescato D., Putton A., Cudini S., Star bene insieme a scuola, La Nuova Italia Scientifica., Roma, 1992
Gay R., Educare all'emotività, EdizioniSan Paolo srl, Milano, 2002
Gay R., L'impegno di crescere, Ancora, Milano, 2002
Mantovani S. (a cura di), La ricerca sul campo in educazione: i metodi qualitativi, Bruno Mondadori. Milano, 1998
Morin E., I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001
Mortari L., Apprendere dall'esperienza, Il pensare riflessivo nella formazione, Carocci, Roma, 2007
Mortari L., Avere cura della vita della mente, La Nuova Italia, Milano, 2002
Mortari L., Cultura della ricerca pedagogica -Prospettive epistemologiche, Carocci, Roma,, 2007
Mortari L., La pratica dell'aver cura, Bruno Mondatori, Milano, 2006
Mortari L., Per una pedagogia ecologica, La Nuova Italia, Milano, 2001
Wenger E., Comunità di Pratica, Apprendimenti, significato e identità, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006
Novara D., L'ascolto si impara, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1997
Pontecorvo C., Ajello A.M., Zucchermaglio C. (a cura di), I contesti sociali dell'apprendimento, LED, Milano, 1995
Ricolfi L. a cura di, La ricerca qualitativa, Roma, Carocci, 1998
Seely J., Brown-P. Duguid P., Apprendimento nelle organizzazioni e comunità di pratiche, in AA.VV., I contesti sociali dell'apprendimento. Acquisire conoscenze a scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana, Led, Milano 1995
Vegetti Finzi S., I bambini sono cambiati, Mondadori, Milano, 1996

Presentazione Progetto

Nel nostro Istituto, i valori fondanti del processo formativo sono ispirati all'idea di persona nella sua integralità, e le scelte che si operano sono coerenti con questi principi. Per questo mi sono proposta di fare di questo momento, come negli altri momenti del processo educativo di cui faccio parte come docente, un tempo di ricerca basato sulla partecipazione osservante.

Utilizzo la mia partecipazione osservante per cogliere eventi e tutto ciò che mi pare importante, per non disperdere energie e trasformare quel tempo prezioso in occasione di narrazione riflessiva.

Il progetto si inscrive nel Piano dell'Offerta Formativa del Circolo Didattico di Albino di cui fa parte la classe IV U del Plesso di Desenzano di cui sono una delle insegnanti. Lo scorso anno l'attività era stata proposta, in via sperimentale alla classe quinta dello stesso Plesso.

L'interesse suscitato dal progetto, a fronte di risorse limitate (quattro Kit di costruzione), ha reso necessario operare una scelta di "classe filtro" nel Circolo, individuata nelle classi quarte interessate, potenzialmente disposte a riprendere e continuare il progetto in quinta.

Il progetto prevedeva sei interventi di due ore ciascuno, divenuti in itinere dieci per completare il lavoro, finalizzati alla costruzione di quattro robot, all'impostazione del movimento da imprimere grazie alla programmazione con i computer ed al trasferimento alle piccole macchine. Il movimento da programmare è funzionale alla percorrenza di un percorso strutturato dalle alunne in classe durante la lezione di geometria ricco di tratti lineari e curve.

Il lavoro è stato condotto nel corso dei primi incontri, dall'insegnante titolare della Funzione obiettivo "Multimedialità" per tutta la durata della lezione, in seguito solo nella fase di istruzione o verifica dei problemi, compatibilmente con il progredire di autonomie da parte delle alunne e mie.

I gruppi sono strutturati in modo del tutto casuale, così come si sono venuti a creare nel metterci in cerchio per accogliere il facilitatore e spiegare il progetto.

Nel percorso sono divenuti fluttuanti a causa delle assenze intercorrenti, del ridursi dei Kit per incidenti accorsi, poi risolti, ma generativi di problemi e di risorse.

(seconda parte [2])

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  1. 1] /schedabiografica/Redazione FGB
  2. 2] /it/roboethics/2009/06/unesperienza_didattica_con_il_1.html
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