Logo della Fondazione Giannino Bassetti

FONDAZIONE GIANNINO BASSETTI

L'innovazione è la capacità di realizzare l'improbabile

Intestazione stampa

Focus

Temi in evidenza, a cura della Redazione

Home > Focus > Cooperazione e competizione: è ora di riavvolgere il nastro?

Cooperazione e competizione: è ora di riavvolgere il nastro?

di Francesco Samorè [1], 17 Aprile 2020

(In questa pagina dopo il testo: video, podcast e fotografie)

Il 21 febbraio 2020, alla vigilia della comparsa di Covid-19 in Lombardia, Confcooperative, impegnata nell'elezione dei dirigenti regionali, mi ha invitato a intervenire a Morbegno, in Valtellina; era fresca l'esperienza di Politikè, scuola politica che ha rafforzato i legami tra la nostra Fondazione e il movimento cooperativo. Per il mio discorso (di cui trovate in questa pagina anche il video, il podcast e le fotografie) ho scelto un titolo pericolosamente enfatico: «La svolta dei nostri anni Venti. Innovare cooperando». Eppure oggi, con tutto ciò che la pandemia sta significando per (almeno) metà del pianeta, le parole «svolta», «innovazione» e «cooperazione» circolano più di prima nel dibattito pubblico.

In Fondazione Bassetti abbiamo affermato spesso che se il XIX è stato il secolo della cooperazione e il XX quello della competizione, nel XXI secolo è obbligato a cooperare chi non voglia soccombere alla competizione. Sfogliando gli articoli messi da parte di recente, ecco il concetto ribadito dal fisico teorico Carlo Rovelli - «La storia dell'umanità è la storia del successo della collaborazione» - e dall'astronauta Luca Parmitano: «il vero progresso [2] vi è solo quando gli uomini agiscono secondo un'idea di cooperazione e condivisione, quando ogni loro sforzo è compiuto per il beneficio di tutti».

Molte autorevoli voci caricano il piatto della bilancia del cooperare e scaricano quello del competere. La ricerca scientifica, emblematicamente, ha saputo criticare se stessa: quando nel 2005, a Legnaro, Ilaria Capua isolò il virus dell'aviaria, innescò una contesa con l'Organizzazione mondiale della sanità (vincendola) rifiutando di accedere al ristretto club di quindici laboratori al mondo autorizzati a svolgere le successive ricerche: «Volete la nostra sequenza? L'impronta digitale del virus? Io la metto in un database pubblico a cui hanno accesso tutti i laboratori del mondo e, se la volete, la andate a prendere lì» (dal libro «Io, trafficante di Virus [3]»). Da allora è passata acqua sotto i ponti e le linee guida globali sono fondate sulla condivisione dei dati. Una breve rassegna delle iniziative di innovazione collaborativa per affrontare Covid-19 l'abbiamo proposta, sull'onda dell'emergenza, anche nel nostro sito [4].

Colpisce però che a finire preventivamente sotto processo, in vista del dopo-Covid, sia invece la parola sharing, chiave dell'economia collaborativa: si legga per esempio il Requiem di Massimo Sideri sul Corriere della Sera del 15 aprile 2020, che però prudentemente, in chiusura, si limita a un «arrivederci».

Il tempo è un lusso che non possiamo permetterci, diceva Nikita Chruščëv al commissario politico Danilov durante l'assedio di Stalingrado (così nel film «Il nemico alle porte [5]» di Jean-Jacques Annaud), però qualche spazio alla riflessione dovremo concederlo, nei mesi a venire, per non uscire irrimediabilmente spaesati da un panorama nuovamente mutato dalla pandemia.

A mio avviso non è un caso che la dialettica tra cooperazione e competizione avvenga sulle faglie delle principali tensioni della nostra società: il de-giovanimento (termine storicamente inedito coniato dai demografi per descrivere i fenomeni della nostra epoca), la fragilità nella salute, la mobilità negata o conquistata. Per stare a quest'ultima, lo sharing e la condivisione dei mezzi di trasporto sono l'equivalente del collaborare versus il competere (l'auto privata) ma simboleggiano anche la risposta di una società innovata alla «vendetta dei luoghi che non contano [6]» (Rodriguez-Pose), i territori tagliati fuori dalla concentrazione di sapere e investimenti delle grandi metropoli: vedi i gilets jaunes che si rivoltano contro la capitale perché una tassa ecologica mette a rischio, secondo loro, la possibilità di spostarsi e lavorare a Parigi. Sull'esperienza di mobilità negata che stiamo vivendo globalmente nel tempo della pandemia non occorre aggiungere altro.

Confondere le parole, a cominciare da cooperazione e collaborazione, che ovviamente non significano esattamente la stessa cosa, non è utile. Ma nemmeno lo è dimenticarne le matrici comuni. Storicamente, l'impresa cooperativa - che è insieme impresa e movimento sociale - ha avuto caratteristiche di democrazia, principio della porta aperta, distribuzione della ricchezza, centralità di soci e comunità. Come hanno notato, tra gli altri, gli amici Paolo Venturi e Samuele Bozzoni [7], nel contesto della sharing economy divenuta economia di piattaforma, l'ambizione è comprendere se le tecnologie digitali possano o meno favorire gli stessi valori: collaborazione tra soci, produzione di scambio mutualistico, creazione di valore economico nel coinvolgimento delle comunità. La cooperazione è una forma di impresa che agisce sul mercato e nasce per disintermediare, organizzando la domanda e l'offerta a vantaggio dei suoi membri; a maggior ragione, può allargare il proprio campo d'azione approcciandosi al modello platformista.

Ma soprattutto, in questi anni Venti figli della crisi economica e sconvolti da un terremoto sanitario globale, i nuovi cooperatori possono mettere il proprio patrimonio di valori e prassi a disposizione di chi intenda cercare i modi di una più responsabile e meno ingiusta convivenza.








PODCAST



Anche nelle applicazioni:

Apple Podcasts [8]  Breaker [9]  Google Podcasts [10]  Overcast [11]  Pocket Casts [12]  Radiopublic [13]  Spotify [14]  Feed rss [15]
---------------------------------------------------






---------------

Mostra/Nascondi i link citati nell'articolo

Link citati nell'articolo:

  1. 1] /schedabiografica/Francesco Samorè
  2. 2] https://twitter.com/bepivigna/status/1240615776375144448
  3. 3] https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/io-trafficante-di-virus/
  4. 4] /it/focus/2020/03/collaborare_ai_tempi_del_covid.html
  5. 5] https://it.wikipedia.org/wiki/Il_nemico_alle_porte
  6. 6] http://eprints.lse.ac.uk/85888/1/Rodriguez-Pose_Revenge%20of%20Places.pdf
  7. 7] https://moodle.adaptland.it/mod/book/view.php?id=22429&chapterid=685
  8. 8] https://podcasts.apple.com/it/podcast/i-dialoghi-di-fondazione-bassetti/id1490686384
  9. 9] https://www.breaker.audio/i-dialoghi-di-fondazione-bassetti
  10. 10] https://www.google.com/podcasts?feed=aHR0cHM6Ly9hbmNob3IuZm0vcy8xMTNhYzYzNC9wb2RjYXN0L3Jzcw==
  11. 11] https://overcast.fm/itunes1490686384/i-dialoghi-di-fondazione-bassetti
  12. 12] https://pca.st/tlp6iki8
  13. 13] https://radiopublic.com/i-dialoghi-di-fondazione-bassetti-GqXAXp
  14. 14] https://open.spotify.com/show/2BuwcH2Kv0ZNDPzYQND1RV
  15. 15] https://anchor.fm/s/113ac634/podcast/rss
CC Creative Commons - some rights reserved.
Cooperazione e competizione: è ora di riavvolgere il nastro?
Articoli di: 

Francesco Samorè

Articoli
Ricerca per:
Ricerca nei video:

- Iscriviti alla mailing list - Informativa Cookies - Privacy Policy -

RSS Feed  Valid XHTML  Diritti d'autore - Creative Commons Gruppo Fondazione Giannino Bassetti in Facebook Gruppo Fondazione Giannino Bassetti in Linkedin Segui la Fondazione Giannino Bassetti in twitter

p.i. 12520270153