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Arrivano i robot

di Margherita Fronte [1], 2 Settembre 2010

Fra luglio e agosto la roboetica è stata più volte protagonista sulle pagine dei giornali e sui siti web, anche perché diversi robot dalle fattezze umane o somiglianti ad animali sono giunti a un livello di sviluppo tale da far notizia anche per un pubblico di non esperti. Queste macchine sono state progettate e costruite da aziende private e università giapponesi, europee e americane, a testimonianza del fatto che la tendenza a creare robot umanoidi capaci di relazionarsi con l'uomo - contrapposta a quella di progettare dispositivi robotici il cui aspetto è dettato esclusivamente da esigenze funzionali e non ricorda neppure lontanamente quello di un essere vivente - si sta ormai affermando anche al di fuori del Giappone. I costi elevati dei robot umanoidi, accanto al funzionamento non ancora perfetto, sono allo stato attuale i maggiori ostacoli a una loro più ampia diffusione. Ma negli ultimi decenni il settore tecnologico ci ha abituato a rapidi progressi, e la possibilità di trovarci a interagire quotidianamente con robot umanoidi è dunque più vicina di quanto potremmo pensare. Occorre dunque interrogarsi per tempo sulle possibili conseguenze di questa innovazione.
Questo sito [2] ha già ripreso le riflessioni che Giuseppe O. Longo ha proposto sulle pagine di La scienza in rete, centrate sui problemi connessi al rapporto uomini-robot, soprattutto quando questi ultimi sono capaci di trasmettere e provare emozioni. E recentemente un articolo su questo tema è stato pubblicato anche dal Corriere della Sera [3].
Per inquadrare meglio il discorso teorico e capire fino a che punto i robot possono coinvolgerci anche emotivamente è però necessario vederli in azione. I link che seguono rimandano a filmati in cui i robot umanoidi o simili ad animali mostrano le loro prerogative. Due aspetti meritano di essere sottolineati. Il primo è la naturalezza delle interazioni fra uomini e robot: la comunicazione sembra infatti avvenire nei due sensi. I robot sembrano emozionarsi e gli esseri umani ripresi nei filmati mostrano di provare anch'essi delle emozioni in risposta ciò che i robot dicono o fanno.
Il secondo aspetto riguarda la varietà delle situazioni in cui i robot possono essere impiegati, che vanno dall'insegnamento all'assistenza ad anziani o disabili, dallo svolgimento di mansioni cui ora sono dedicati impiegati in carne e ossa (receptionist, bibliotecari e così via), fino all'aiuto domestico e alla consulenza medica. Tutto ciò ci fa intravedere un mondo futuro in cui le macchine non agiranno in ambiti ristretti, ma occuperanno lo spazio quotidiano degli uomini.

Bina48 [4] intervistata da una giornalista del New York Times
Bina48 è un robot progettato da David Hanson, della Hanson Robotics, le cui fattezze riproducono quelle di una persona realmente esistente. La giornalista le chiede opinioni sull'intelligenza artificiale, sull'amicizia e la invita a esprimere le proprie emozioni. Bina48 risponde a tutte le domande, mostrando anche un certo senso dell'umorismo (è dotata di un sistema che, collegandosi a internet, è in grado di trovare le risposte). Di lei ha parlato anche La Stampa [5].

I robot-maestri [6]
New York Times [7] propone una panoramica su alcuni robot progettati per interagire con bambini e ragazzi impartendo insegnamenti di base. Alcuni di questi (Rubi [8], in particolare) sono stati pensati anche per aiutare i bambini autistici.

Kindy [9] e i robot bambini
Una serie di robot progettati dai ricercatori dell'Università di Osaka, in Giappone, capaci di riprodurre i movimenti e le espressioni facciali di un bambino di circa due anni. Obiettivo degli scienziati è creare macchine capaci di interagire in modo naturale con gli esseri umani.

Autom [10], il personal trainer
Sviluppato al MIT di Boston per conto di una società di Hong Kong, è un robot che aiuta chi vuole perdere peso a programmare e rispettare la dieta. I test, effettuati su 45 volontari, hanno mostrato che il maggior coinvolgimento emotivo determinato dall'interazione con il robot è effettivamente utile a chi fa fatica a rispettare le ristrettezze alimentari. Di Autom ha parlato anche La Stampa [11].

Paro [12], la piccola foca per anziani
Sviluppata da un'azienda giapponese, la piccola foca robot è già stata adottata in alcune case di riposo per anziani e in centri per reduci di guerra. Paro è dotata di sensori per la luce, la temperatura, il suono e le sensazioni tattili ed è in grado di percepire anche la postura. Questo le consente di muoversi con una certa naturalezza, riproducendo le movenze di una piccola foca e di interagire con gli umani. La CNN [13] l'ha ripresa in azione con gli anziani. Paro è stata anche al centro di un progetto dell'Università di Siena [14] che ha coinvolto bambini con deficit cognitivi di vario tipo e anziani.

Nao [15], il robot che si emoziona
Sviluppato all'Università dell'Hertfordshire (Gran Bretagna) da ricercatori di otto Paesi europei, Nao è un robot programmato per avere le capacità emotive di un bambino di circa un anno, ed è dunque capace di reagire in modo coerente a stimoli di tipo emotivo. A seconda di ciò che fanno gli umani che interagiscono con lui, Nao mostra allegria o tristezza, si spaventa o si mostra intraprendente. Secondo i suoi ideatori potrebbe aiutare i bambini ricoverati negli ospedali a superare lo stress. Ne ha parlato la BBC [16].

C'è Saya [17] alla reception
Sviluppata all'Università di Tokyo, Saya potrebbe lavorare nella reception di un hotel, ma secondo i suoi ideatori sarebbe anche un'ottima insegnante di scienze. La robot capisce 300 parole, può fornire circa 700 risposte e il suo volto è mosso da 27 muscoli artificiali (la mimica facciale però risulta ancora piuttosto limitata, come si vede nel filmato).


Saya. Tokyo robot new susbstitute teacher.






Science: Interview With a Robot - nytimes.com





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  1. 1] /schedabiografica/Margherita Fronte
  2. 2] /it/segnalazioni/2010/08/scienza_in_rete_il_senso_dei_r.html
  3. 3] http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/06/Dalle_guerre_agli_anziani_nuova_co_9_100706032.shtml
  4. 4] http://video.nytimes.com/video/2010/06/24/science/1247468035233/interview-with-a-robot.html?ref=artificial_intelligence
  5. 5] http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=69&ID_articolo=3168&ID_sezione=138&sezione
  6. 6] http://video.nytimes.com/video/2010/07/10/science/1247468416553/robotic-teaching.html?ref=artificial_intelligence
  7. 7] http://www.nytimes.com/2010/07/11/science/11robots.html
  8. 8] http://www.onlinedegrees.org/the-rubi-project-preschoolers-and-autistic-children-benefit-from-teacher-robots/
  9. 9] http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=3&pm=&IDmsezione=29&IDalbum=27930&tipo=VIDEO#mpos
  10. 10] http://www.youtube.com/watch?v=M6fSSWFShhM
  11. 11] http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/207162
  12. 12] http://www.parorobots.com/index.asp
  13. 13] http://edition.cnn.com/video/#/video/tech/2009/04/15/eod.lah.robot.seal.cnn
  14. 14] http://www.discom.unisi.it/ida/projects/closed/paro
  15. 15] http://www.youtube.com/watch?v=sxZtotgAKcs&feature=related
  16. 16] http://news.bbc.co.uk/local/threecounties/hi/people_and_places/newsid_8900000/8900417.stm
  17. 17] http://www.youtube.com/watch?v=aF_8gM4urmA
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