
Quale armonia fra uomo e natura? Intervista ad Alberto Oliverio
di Vittorio Bertolini [1], 7 Maggio 2003
'Il progresso è per sua natura ambivalente, perché per portare benessere e prosperità chiede immancabilmente qualcosa in cambio. L'uomo ha sempre cercato di controllare la natura, compresa la natura umana. Anche in epoche in cui si pensa esistesse un'armonia tra uomo e natura, come l'età del bronzo, gli uomini incendiavano i boschi per lasciare spazio a case e campi coltivati, andavano a caccia e sfruttavano insensatamente le risorse naturali.'Se l'armonia fra un uomo e natura appartiene al mito dell'età oro, il progresso tecnico scientifico del giorno d'oggi riveste di nuove luci e nuove ombre il rapporto dell'uomo con la natura:
'Con l'avvento delle tecnologie legate alla riproduzione, la nostra concezione dell'essere umano è diventata più aderente alla sua realtà biologica. [...] E' anche vero, però, che questo indubbio passo avanti, rendendo sempre più labile il confine tra mondo naturale e mondo artificiale, rischia di promuovere una concezione meccanicistica dell'uomo, visto come un essere fatto di parti che si possono togliere e sostituire a piacimento'.Se la scienza ha un ruolo decisamente importante, occorre, però, non considerare la conoscenza scientifica come l'unica chiave di lettura del mondo:
'Il compito della scienza è di dare una delle spiegazioni possibili della realtà. Una spiegazione che, per quanto importante, non escluda altre forme di interpretazione'.
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- 2] http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/030502.htm
- 3] http://w3.uniroma1.it/psicobiologia/Alberto/doveciporta.htm
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