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Quale natura e quali le funzioni degli agenti artificiali?

"Il nostro primo contributo al blog contiene un breve schema del progetto di ricerca, il protocollo d'intervista che stiamo utilizzando e un breve riassunto del nostro primo incontro coi ricercatori contattati." (da: Artificial Empathy : diario di un'esplorazione [1] )

Queste le domande che strutturano le nostre interviste ai ricercatori incontrati.

Obiettivi:
Lo scopo di questa ricerca è l'esplorazione della natura e delle funzioni (attuali e possibili) di agenti artificiali (quali robots e virtual agents) e cercare di capire le loro implicazioni sociali nonché i problemi etici che possono emergere dall'interazione con questi  attori artificiali.

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- Per quali usi sociali è stato progettato quest'artefatto?

- Cosa intende suscitare quest'agente artificiale nell'interlocutore umano a livello emozionale o affettivo?

- Che competenze cognitive deve avere un agente artificiale per attivare questa reazione emotiva in un umano?

- È importante la capacità dell'agente virtuale di comportarsi come un agente umano (per es. imitare)  per attivare questa reazione?

- È importante che dietro  l'agente artificiale ci sia un agente umano che controlli l'interazione (ci riferiamo per es. ai robot semi-autonomi, o ai dialoghi pre-programmati negli agenti artificiali)?

- Questi vincoli sono puramente tecnici o corrispondono a una dimensione essenziale del progetto?

- Cosa è secondo Lei  una relazione emozionale o affettiva tra attore umano e agente artificiale?

- È una simulazione dei rapporti emozionali o affettivi umani o qualcosa di diverso, di nuovo?

- Possiamo pensare a una relazione empatica tra attore umano e attore artificiale? In che termini: finzione (simulazione dell'empatia umana) o generazione di una relazione specifica, con caratteristiche proprie?

- Per la creazione degli artefatti vi riferite a teorie filosofiche o scientifiche delle emozioni (o dell'empatia) e, se sì, a quali?

- Quali sono i vostri riferimenti teorici in intelligenza artificiale e/o robotica?  E in scienza cognitiva?

- Avete (altre) fonti di ispirazione esterne al vostro campo?

- Voi lavorate sugli agenti artificiali invece che sui robots (o vice versa) per creare agenti capaci di interazione sociale. Questa scelta è più di un risultato di una storia di vita (ovvero, vi è capitato di lavorare in questo dominio) o pensate che ci siano ragioni tecniche, teoriche o d'altro tipo che giustificano questa preferenza per un tipo di agenti artificiali invece che per l'altro?

- Come immagina il futuro di questo tipo di ricerca? Immagina nel futuro un ampio di questi agenti tanto ampio da avere un impatto siggnificativo sulla vita umana?  E sull'ambiente, sociale e naturale?

- Come immagina il futuro della relazione uomo-macchina?


Inserito da Luisa Damiano il 19.09.08 10:18. Permalink [2] - Leggi e commenta

Sitografia:

  1. 1] http://www.fondazionebassetti.org/it/roboethics/2008/08/artificial_empathy_diario_di_u.html
  2. 2] http://www.fondazionebassetti.org/it/roboethics/2008/09/quale_natura_e_quali_le_funzio.html
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Categorie: Artificial Empathy
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