Organismi geneticamente modificati (OGM) nodo.gif (891 byte)

(Percorso iniziato in Luglio 2001 -- Aggiornato il 12 novembre 2001 con la segnalazione del libro "La guerra al vivente" e il 13 aprile 2002 con la segnalazione del libro "Geni della discordia" -- Chiuso in Agosto 2002)

 Correlazione 

right.gif (841 byte)Biotecnologie e Ingegneria geneticanodo.gif (891 byte)

Perché questo Percorso

Nel settore delle Biotecnologie rientrano anche gli OGM. In questo sito abbiamo cominciato ad occuparcene a partire dall'apertura di Tebio, la fiera del "biotech" di Genova, il 24 maggio 2000, evento che, viste le polemiche suscitate, fu proprio lo spunto per iniziare, nel Forum, un thread specifico sulle biotecnologie e, quindi, un Percorso.

(31 luglio 2001 - G.M. Borrello)

Il 24 maggio 2000, con un intervento nel nostro Forum venivano segnalate le due interviste ai premi Nobel italiani Fo ("Fermiamo i rapinatori del mondo"articolo.gif (899 byte)) e Dulbecco ("Nel biotech tanti vantaggi"articolo.gif (899 byte)) che, in quella data, La Repubblica giudicava rappresentative della polemica sugli OGM. Il dibattito on-line proseguì con l'opinione di Enrico Maria Ferrari sulle due interviste e con la segnalazione dell'articolo di Giorgio Celli intitolato "Cibi transgenici, la grande bufala"articolo.gif (899 byte), pubblicato da La Stampa il 19 aprile: il succo della tesi sostenuta da Celli era che, con le biotecnologie, chi ci guadagna non sono certo i diseredati del pianeta, ma gli azionisti dei Paesi del benessere. Ferrari si poneva in posizione diffidente verso quelle tesi che sono espressione di estremismi e, in un'ottica per certi versi affine, proseguiva Fulvio Ferrieri, con alcune pacate considerazioni riferite all'articolo di Celli e all'opinione espressa da Adolfo Sansolini nel forum sulle biotecnologie ospitato dal Sole 24 Ore (allo spazio di dibattito ospitato dal Sole abbiamo continuato a fare riferimento con riferimento ad argomenti connessi: right-sfondochiaro.gif (838 byte)cross-post dal forum "I Geni dell'uomo").

In seguito, nel luglio 2000, seguimmo la questione dell'autorizzazione delle coltivazioni transgeniche all'interno dell'Unione Europea:

15 luglio 2000 - Alla vigilia della riunione di Parigi la Commissione europea ha sollecitato la revoca della moratoria sugli OGM, ma l'Italia si è opposta. Anche la Francia ha risposto con un fermo rifiuto alle richieste della Commissione. La moratoria è imposta da cinque paesi: Italia, Francia, Grecia, Danimarca e Lussemburgo.
Margot Wallstroem (Commissario europeo all'Ambiente) nella Lettera a La Repubblica, pubblicata il 19 luglio scrisse: «L'attuale sistema d'autorizzazione [ndr: delle coltivazioni transgeniche], che risale al 1990, è palesemente insufficiente. La normativa attualmente in vigore prevede già la consultazione di comitati scientifici indipendenti a livello europeo, per valutare il rischio sulla salute umana e l'ambiente, tuttavia, altri aspetti --quali la limitazione della durata delle autorizzazioni, una valutazione del rischio armonizzata a livello comunitario o la consultazione obbligatoria del pubblico-- saranno introdotti soltanto con l'adozione della nuova direttiva». Questa è volta a tutelare i coltivatori europei dal rischio degli ogm, in particolare per semi e mangimi.
Il campanello d'allarme era scattato lo scorso giugno, quando in Francia vennero scoperte numerose coltivazioni illegali di colza transgenica. Il governo d'Oltralpe era subito intervenuto, distruggendo i campi, d'accordo con gli stessi agricoltori, che sembra fossero completamente all'oscuro dei semi che avevano piantato.
L'innocenza dei coltivatori francesi aveva fatto nascere un drammatico dubbio: che le multinazionali del transgenico avessero regalato i semi modificati per contaminare i campi e mettere poi le autorità pubbliche davanti al fatto compiuto. E per far fronte a questo pericolo Alfonso Pecoraro Scanio (Ministro delle politiche agricole e forestali)  costituì un comitato, presieduto da Gianni Tamino, per compiere delle verifiche a campione e bloccare eventuali coltivazioni illegali (biologo dell'Università di Padova e membro del Comitato nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie).

 Correlazione 

right.gif (841 byte)Il Principio di precauzionenodo.gif (891 byte)

L'articolo di Gianni Tamino in argomento, intitolato "Biotech, non aspettiamo i danni"articolo.gif (899 byte) (La Repubblica, 4 Giugno 2000), aveva tra l'altro dato il via, nel nostro Forum, al dibattito sul Principio di precauzione (right-sfondochiaro.gif (838 byte)il Percorsonodo.gif (891 byte) dedicato).

mais.jpg (5683 byte)Il 4 agosto 2000 il Presidente del Consiglio dei ministri italiano emanò un Decreto che sospese la circolazione in Italia di alcuni prodotti alimentari derivati da varietà di mais geneticamente modificate. Il 19 ottobre, il Comitato permanente per l'Alimentazione dell'Unione Europea respinse la proposta della Commissione di imporre all'Italia l'abrogazione del Decreto. Gianni Mattioli, Ministro italiano delle politiche comunitarie, riferiva in merito alla riunione del Comitato permamente per l'alimentazione dell'U.E. su La Stampa del 21 ottobre 2000: "Divieto italiano sul mais: la Commissione Europea non lo abroga" [articolo pubblicato nella Rassegna stampa dello SWIF]. Mattioli indicava il Principio di precauzione come il motivo ispiratore della decisione e terminava con una considerazione che invitava ad assumere un'ottica disincantata rispetto alla fase di valutazione delle applicazioni pratiche di una scoperta: «Più semplicemente e molto realisticamente qui si confrontavano, da una parte, i giganteschi interessi delle grandi multinazionali del settore agroalimentare e, dall'altra, la razionalità scientifica e la salvaguardia della salute. Questa volta ha prevalso, dunque, l'interesse della collettività.»

 Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri italiano del 4 agosto 2000 

 
  • Testo integrale ("Sospensione cautelativa della commercializzazione e dell'utilizzazione di taluni prodotti transgenici sul territorio nazionale, a norma dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 258/97"), su EuropaLex di Kataweb
  • 5 agosto 2000: "No agli ogm di colza e mais" «Roma - Stop a 4 mais geneticamente modificati. Ieri mattina il Consiglio dei ministri ha approvato infatti il decreto di blocco. "E' un atto di grande coerenza del presidente Amato --ha commentato il ministro per le Politiche Comunitarie Gianni Mattioli-- rispetto al principio di precauzione. Una vittoria per 4 a 3 per il fronte antibiotech. Su 7 alimenti transgenici, 4 tipi di mais e 3 di olii di colza, che erano stati messi sotto accusa dagli ambientalisti, soltanto 4 ricevono lo stop del governo. La battaglia contro questi 7 alimenti transgenici è cominciata ad ottobre scorso quando l'associazione VerdiAmbienteSocietà rese noto che i 7 prodotti erano stati commercializzati nell'Ue sttraverso una notifica, invece dell'autorizzazione prescritta, in deroga al regolamento in quanto certificati come "sostanzialmente equivalenti" a prodotti alimentari esistenti» (La Repubblica).

Tuttavia, in seguito, i quattro mais transgenici vietati dal Presidente del Consiglio dei Ministri col decreto del 4 agosto vennero ritenuti non pericolosi dal Comitato Scientifico dell'Unione Europea che, dopo aver esaminato gli argomenti scientifici presentati dalle autorità italiane, riammise in commercio le varietà di mais. La decisione comporta che sul territorio italiano possono nuovamente essere venduti i mais BT 11, MON 810, MON 809 e T25, l'olio di semi di colza MS1 RF1, MS1 RF2 e Gt-73. (notizia del 15 settembre 2000)


v-red.gif (71 byte)Geni della discordia new.gif (896 byte)[13 aprile 2002]

"Geni della discordia. Comunicazione, leggende e interessi nelle biotech italiane", Autori o Curatori: Attemi Attilio, Tyzack Terry, Contributi: Calabrese Omar.

Presentazione del libro [scheda tratta dal sito della Franco Angeli: www.francoangeli.it]

Oggi gli organismi geneticamente modificati (OGM) rappresentano, per la grande maggioranza dell'opinione pubblica italiana ed europea, una minaccia e un rischio da evitare. Degli OGM, tuttavia, questa stessa opinione pubblica continua a ignorare tutto, o quasi. In Italia e in Europa, inoltre, i vegetali geneticamente modificati, non hanno di fatto ottenuto alcuna autorizzazione alla coltivazione.
Insomma le biotech agro, che altrove (USA, Canada, Cina, Cuba, Argentina, ecc.) sono una realtà concreta, in Italia sono una realtà puramente virtuale, vissuta esclusivamente sul terreno della comunicazione e delle sensazioni, ma in grado di condizionare in modo determinante dimensioni che virtuali non sono: decisioni politiche, ricerca scientifica, produzione agricola, industria di trasformazione, distribuzione...
Questo libro ripercorre proprio il cammino della comunicazione italiana attorno alle biotecnologie in questi ultimi anni e, prendendo spunto dall'evoluzione del 'trattamento' riservato alle biotech dai media, propone alcune riflessioni su temi e aspetti che, in tutta la vicenda, appaiono decisivi: gli interessi economici delle imprese, quelli dei produttori agricoli e quelli della grande distribuzione; il ruolo degli ambientalisti; l'ossessione per la sicurezza (non solo alimentare) e l'orrore per le 'contaminazioni', sfruttati e amplificati da forze politiche e sociali; la sostanziale incapacità di reazione da parte delle imprese biotech, delle istituzioni e del mondo scientifico.

Attilio Attemi , professionista nella comunicazione d'impresa. Dal 1986 dirige AT&T Associati, società specializzata nella consulenza e nella produzione di servizi giornalistico/editoriali per le imprese. Dal 1996 si occupa della comunicazione applicata alle biotecnologie con consulenze e ricerche per imprese e associazioni di categoria.

Terry Tyzack consulente e dirigente d'azienda. Ha svolto il ruolo di direttore della comunicazione e responsabile dell'ufficio stampa in diverse imprese (Telettra, Alcatel, Ciba Geigy, Novartis). In particolare in Novartis ha affrontato il tema della percezione delle biotecnologie. Attualmente è vicepresidente della società di consulenza in comunicazione Cohn&Wolfe di Milano.

Indice:

Desiderio di catastrofe
Genova, maggio 2000. Sintesi e rappresentazione di un conflitto
Polli al cioccolato. Il dolce futuro delle biotech
Gene a nudo. Sorpresa, il transgenico non piace a tutti
L'anno della Pecora. Genetica buona, biotecnologie cattive
I porci comodi. Xenotrapianti, Ogm e interessi in gioco
Effetto butterfly. In attesa della Chernobyl genetica
Guardie e ladri. I geni del "malaffare"
Ogm in diretta. Le biotech raccontate alla gente, brevemente
Tityre, tu patulae recubans.... In contemplazione della Natura
Consigli per gli acquisti. Supermercati, liste di proscrizione
L'aria serena dell'Ovest. Piccole patrie e mostri globali
Cose dell'altro mondo. I no global, ragioni e contraddizioni
Secolo biotech?

 Correlazione 

right.gif (841 byte)Brevetto e organismi viventinodo.gif (891 byte)

v-red.gif (71 byte)La guerra al vivente [12 novembre 2001]

"La guerra al vivente. Organismi geneticamente modificati e altre mistificazioni scientifiche", a cura di Jean-Pierre Berlan, Bollati Boringhieri, 2001 (su Internetbookshop.it)

La guerra al viventeLa raccolta di saggi qui proposta sotto il nome collettivo di La guerra al vivente, è preceduta da una illuminata e illuminante Prefazione di Jean-Pierre Berlan in cui viene tracciata una breve storia della manipolazione genetica in agricoltura. Ma i dati che vengono indicati, le tappe, le figure di riferimento, non sono segnalati con finalità puramente informative o statistiche, quanto come prove, testimonianze di una tesi che il curatore e autore (unitamente agli altri autori della raccolta, Michel Hansen, Gilles-Éric Séralin, Suzanne Pons, Paul Lannoye) sostiene: sono stati forti interessi economici a spingere le grandi transnazionali biotecnologiche a imporre sulle tavole di tutto il mondo prodotti transgenici come mais, soia, patate, pomodori, riso...
(...) tema trattato in La guerra al vivente è quello relativo al "brevetto": si informa il lettore sui perché si debba respingere il brevetto del vivente e vengono indicate le varie direttive europee in proposito.