Rassegna stampa del sito della Fondazione Bassetti  

ovvero: il blog di Vittorio Bertolini (pagina personale dell'autore)

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 Eccesso di difesa o improvvidenza

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La pirateria informatica può essere considerata un effetto collaterale negativo delle tecnologie digitali. Altrettanto si può dire per la diffusione dei virus.
Perciò ogni iniziativa rivolta a contrastare l'uno a l'altra non può che essere considerata positivamente.
Se, però, come ha fatto la Sony nel 2005, che ha messo nei suoi CD musicali un software antipirateria per spiare l'uso che ne avrebbero fatto i propri clienti e gli hacker ne hanno approfittato per controllare i computer altrui, c'è da interrogarsi sulla liceità di certi "eccessi di difesa".
La vicenda che ha interessato la Sony BMG è raccontata sul numero di settembre-ottobre di Tachnology Review nell'articolo Spyware, retroscena di uno scandalo a firma Wade Roush, Caporedattore di «Technology Review», edizione americana.
L'articolo di Roush, vasto e ben documentato, specialmente per quanto riguarda le tecnologie antipirateria, va al di là del caso specifico per interrogarsi sui software di gestione dei diritti d'autore digitali (Digital Rights Management,DRM), cioè programmi pensati per controllare le attività di copiatura e quindi scoraggiare la pirateria informatica.
La conclusione di Santeri Kangas, responsabile delle ricerche F-Secure è che:
«Il DRM di per sé non è qualcosa di negativo. Ma quando abbiamo cominciato a studiare le cose che questo strumento rendeva possibili in quanto veicolo di malware, abbiamo dovuto prendere una posizione e dire beh, tutto questo è pericoloso».


mercoledì, ottobre 25, 2006  

 Quando l'innovazione duplica sé stessa

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Non so se ancora qualcuno ricorda ancora i vecchi floppy disk (360 kb di memoria) dei primi pc. Solo la successiva implementazione sia della memoria fissa che di quella volatile ha fatto sì che l'introduzione del nuovo pc si trasformasse in una innovazione di successo e non finisse nella storia della tecnologia come il vecchio e glorioso P60 della Olivetti.
Da allora il progresso dei nuovi strumenti informatici più che sull'innovazione dei processi si è basata sulla crescita esponenziale delle funzioni (memoria e velocità). Fino a che punto ciò sia ancora possibile e utile è quanto si chiede Luca Magrini nell'articolo L'abbaglio della crescita esponenziale apparso su Il Sole 24 Ore del 28 settembre.
Sullo stesso numero del quotidiano milanese è poi apparso l'articolo di Roberto Vacca L'intelligenza che vorremmo che ha come incipit:
«Il mio pc ha un disco rigido da 60 Gb. Quando cambierò il computer fra 3 anni, ne avrò usato poco più della metà, eppure scrivo tanto e immagazzino dati ogni giorno».

L'articolo prosegue con una serie di esempi il cui intento è mostrare che "l'hi-tech corre alla ricerca di nuovi traguardi e mercati, ma a volte non riesce a centrare le vere necessità e crea solo complicazioni, come recita il sottotitolo.


lunedì, ottobre 16, 2006  
Fondazione Bassetti -- Informazioni e contatti Questa Rassegna stampa appartiene al sito della Fondazione Giannino Bassetti: <www.fondazionebassetti.org>

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