COPENHAGEN IL CASO E IL TESTO
 


COPENHAGEN - IL CASO
 
1941
 

Nel 1940 Copenhagen viene occupata dalla Germania. Nel settembre del 1941, il fisico Werner Heisenberg, capo del progetto tedesco per la costruzione di un'arma atomica, va a Copenhagen a trovare Niels Bohr, un altro dei padri della meccanica quantistica, non certo filo-nazista, ma suo vecchio maestro e amico.


Quell'incontro, a cui assistette solamente la moglie di Bohr, rimase un mistero umano, politico e scientifico.
Quale fu il motivo di quel viaggio? Cosa si dissero i due grandi studiosi?


Erano mesi in cui la ricerca scientifica sulla bomba atomica cominciava a porre interrogativi non solo politici o di studio.
I resoconti di Heisenberg sul viaggio rimasero estremamente vaghi, mentre Bohr lasciò traccia di quell'incontro in almeno undici scritti o lettere mai spedite, che per volontà degli eredi sono stati resi pubblici solo negli ultimi tempi.




Credit: AIP Niels Bohr Library
 
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Per una prospettiva storica dell'evento si può andare alla pagina dell'American Institute of Phisics,
a cui si può accedere anche dal sito dedicato ad Heisenberg.
In esso si può trovare anche una pagina che parla specificatamente dell'ormai famoso incontro
nonché raggiungere le pagine in cui sono presentati e pubblicati gli scritti di Bohr (in originale e in inglese): le lettere mai spedite ad Heisenberg.
Questi documenti fanno parte dell'archivio dedicato a Niels Bohr del Niels Bohr Institute.

 
 


 



Da "Copenhagen" di Michael Frayn

Bohr:
Perché tanti fisici teorici erano ebrei?
Perché la fisica teorica (...) era sempre stata considerata in Germania inferiore alla fisica sperimentale e le cattedre teoriche erano le uniche che gli ebrei potevano ottenere

Margarethe:
Fisica, si era detto, no? Solo di fisica dovevate parlare.

Bohr:
Questa è fisica.

Margarethe:
E' anche politica.

Heisenberg:
A volte è difficile separare l'una dall'altra.

 



COPENHAGEN - IL TESTO
  
COPENHAGEN
di Michael Frayn
Methuen Publishing ltd, 1998
The Graduate Center - Gerald Cyrus

 
Michael Frayn, drammaturgo inglese già conosciuto per le commedie Miele selvatico e Rumori fuori scena, indaga sulla vicenda del viaggio di Heisenberg a Copenhagen, per incontrare Niels Bohr: Frayn non si lascia intimidire dall'assenza di fonti verificate (le lettere e gli scritti di Bohr non erano ancora stati resi pubblici), anzi, si fa forte del mistero per indagarne le ampie implicazioni. Amicizia, scienza, politica, confronto di generazioni e di modelli differenti: questi ingredienti muovono il dialogo tra Heisenberg, Bohr e la moglie di quest'ultimo.
 

"Partendo dal momento in cui tutti i protagonisti sono ormai morti e sollevati dagli ingombri del passato, sovrapponendo accortamente i tempi dell'azione, passando dall'epoca spensierata della loro collaborazione negli anni Venti alle fasi determinanti della realizzazione della bomba con la definitiva soluzione dei problemi ad essa connessi, Frayn inquadra quel veloce ed enigmatico incontro da diverse prospettive, lo ripercorre più volte sviluppando varie ipotesi, che Heisenberg tentasse a suo modo di fermare quel fatale processo distruttivo, che intendesse informare il vecchio amico dei propri scrupoli, o che al contrario sperasse di ricavarne utili indicazioni, che tentasse di scoprire a che punto si trovava la controparte."
(
Renato Palazzi, articolo uscito sul Sole 24 Ore del 14 ottobre 2001 e citato in http://erewhon.ticonuno.it)
 
  

L'allestimento di Copenhagen a Broadway diretto da Michael Blakemore nel 2000 ha sicuramente contribuito a rendere famosa l'opera, peraltro già rappresentata a Londra da quasi tre anni.
Dopo aver percorso i paesi di lingua anglosassone, lo scorso anno il testo è stato allestito anche in Francia e in Italia.
In Italia è stato presentato al teatro India di Roma e al Piccolo Teatro Grassi di Milano per la regia di Mauro Avogadro.


Ovviamente dal momento della sua pubblicazione e, ancor più da quando è comparso sulle scene, il testo di Frayn ha catturato l'attenzione degli osservatori non solo teatrali ma anche scientifici. Numerose relazioni e critiche sono quindi reperibili presso i siti dedicati al dibattito scientifico.




foto: Marco Caselli

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Possiamo farci un'idea dell'opera facendo riferimento agli spettacoli di Michael Blakemore (la produzione di Broadway) e di Mauro Avogadro (andato in scena in Italia con la coproduzione CSS - Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna Teatro Fondazione).

Lo spettacolo di Michael Blakemore

Il principale sito di riferimento è quello relativo al Tour della compagnia teatrale di Blakemore. In questo sito, nella sezione Creative Team, si può trovare anche una scheda sull'autore del testo, Frayn.
Un buon approfondimento è nella sezione Study Guide (in formato PDF), che affronta in modo metodologico (anche come tutorial per insegnanti) il percorso di studio fatto nell'approccio al testo.

Un commento all'opera da parte dei due fisici Harry Lustig and Brian B. Schwartz porta ad una bella pagina d'immagini dove compaiono i visi di tutti i partecipanti all'accaduto, sia dell'avvenimento reale, sia dell'allestimento teatrale.

Navigando si possono incontrare numerosi commenti all'allestimento di Blakemore; su Broadway.com si può trovare la comparazione delle opinioni dei principali critici a New York.

Altre immagini dell'allestimento si possono trovare presso il sito della Laguna Playhouse in California.

 


Lo spettacolo di Mauro Avogadro

Per avere una buona panoramica dell'allestimento di Mauro Avogadro conviene visitare le pagine all'interno del sito del Piccolo Teatro Grassi di Milano. Dalla pagina dedicata allo spettacolo Copenhagen
si possono trovare i link a:
una scheda sull'autore del testo
due brevi video (in realplayer)
una galleria fotografica

Può essere utile leggersi la presentazione del lavoro scritta dallo stesso regista Avogadro e pubblicata sul sito del Teatro India di Roma (in cui si può vedere anche una fotografia di buone dimensioni).


Alla pagina di Avogadro si arriva anche tramite un articolo in "Note di scienza" che rappresenta un buon punto di partenza per esplorare lo sguardo scientifico all'opera.
Da questo sito si può andare direttamente sia all'archivio di Bohr su citato, sia ad una preziosa pagina che espone una panoramica sulle opere teatrali che trattano di argomenti scientifici [in http://erewhon.ticonuno.it].


Un altro contributo interessante viene proposto dall'Osservatorio italiano di fisica, dove Mario Bruschi (Dipartimento di Fisica Universita` "La Sapienza"), nella sua rubrica, commenta il progetto.

Una presentazione dello spettacolo, immagini e due articoli di critica (di Franco Cordelli e di Renato Palazzi ) si trovano alla pagina intitolata "Teatro e Scienza" in http://erewhon.ticonuno.it.

Per leggere altri due contributi al dibattito nato da Copenhagen di Frayn si può andare alle pagine con gli articoli
Armando Massarenti Heisenberg e Bohr, indeterminati a tutto [nel Sito Web Italiano per la Filosofia]
e
Sylvie Coyaud, "I dilemmi di Copenhagen Un thriller e uno spettacolo teatrale sui problemi morali legati all'utilizzo bellico delle conoscenze fisiche" [nel Sito Web Italiano per la Filosofia].




 



William Cain (Niels Bohr), Sean Arbuckle (Werner Heisenberg), Tanny McDonald (Margrethe Bohr)
foto: Marco Caselli

Umberto Orsini (Niels Bohr), Massimo Popolizio (Werner Heisenberg),Giuliana Lojodice (Margrethe Bohr)



pagina a cura di Tommaso Correale Santacroce (Maggio 2002)

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