Da IL Sole 24 Ore del 28 febbraio 2007

Tullio Gregory
Il sapere a portata di clic


E' recentemente comparso sul "Corriere delle comunicazioni" (supplemento del 
"Corriere della sera", 15-28 gennaio) un articolo dal titolo forse un po' ambiguo 
("Wikipedia ci rende un po' più provincia"), ma del tutto chiaro nella sua tesi centrale, 
non nuova: "Oggi nessuna enciclopedia che non cresca automaticamente può definirsi completa, 
quando il tasso di aggiornamento dei temi è imposto dal turnover mozzafIato di Internet. 
Nessun testo può reggere questo ritmo se non si dota di procedure "wiki", come appunto 
Wikipedia, cioè una cooptazione di collaboratori gratuiti e volontari con una rete di 
grandi numeri che fa premio su eventuali errori e incompetenze attraverso una continua 
verifica incrociata da parte degli utenti".
Il tono assertivo e profetico lascia quanto meno perplessi: in realtà, le informazioni 
che Wikipedia pretende di dare sono una congerie di notizie, disorganica, non certificata, 
quindi inaffidabile e talora fuorviante (ben diverso il caso citato delle riviste 
scientifiche on line). Le voci di un'enciclopedia - cartacea o in rete - devono presentare 
un'informazione criticamente vagliata in un contesto di saperi organicamente e 
responsabilmente costituito, certificato dagli autori e dall' editore.
I confronti sono anche troppo facili: l'autore dell'articolo legga la voce Aristotelele 
su Wikipedia, limitata a poche notizie raccogliticce sull'Aristotele perduto con rinvii 
che non servono a ricostituire il pensiero del fùosofo; la confronti con la voce scritta 
da Enrico Berti per l'Enciclopedia filosofica, recentemente edita da Bompiani, e giudichi 
quale sia la più completa e "aggiornata".
Si invocherà la rapida obsolescenza del sapere scientifico cui farebbe fronte la rapidità 
e coralità di Wikipedia: allora si legga la voce Coerenza, in Wikipedia banalmente 
definitoria, limitata all'ottica classica senza affrontare gli aspetti associati alla 
meccanica quantistica. Altro tema attuale e non marginale, Analisi numerica: Wikipedia 
offre uno scarno elenco di questioni di scarsa utilità per il lettore che non conosca 
l'argomento; sicché, per esempio, la "stima dell'errore" perde tutto il suo valore.
Ancora, si prenda la voce Relatività che presenta su Wikipedia la consueta struttura 
parcellare e additiva con salti da semplicità a difficoltà insormontabili, quando per 
esempio introduce ex abrupto le equazioni del campo gravitazionale come fossero semplici 
espressioni algebriche; si legga la stessa voce in Encyclopaedia Britannica, su supporto 
informatico, ove lo svolgimento della voce è sistematico e coerente. Quanto 
all'aggiornamento scientifico, mancano nell'edizione italiana voci come Biosensore e 
Optoelettronica, presenti nell'edizione inglese; in campo umanistico s'ignora persino 
tutto il dibattito sul concetto di Confine (voce assente) al centro della nuova 
problematicva sui fondamenti del diritto; si veda la voce di Natalino Irti in 
Encicclopedia Italiana-XXI Secolo.
Si può continuare sugli agg menti, garantiti da Wikipedia nella voce History of Israel 
si ignorarano i negoziati di Camp David del luglio 2000, e quelli di Taba del gennaio 2001, 
avvenuti fra E. Barak,  Arafat e B. Clinton: furono gli ultimi negoziati diretti tra 
israeliani e palestinesi a un passo dall'accordo ((v'è è solo un rinvio alla Carta proposta 
da Barak, con data sbagliata). Per le scienze, nella voce Astrofisica è persino ignorata la 
fondamentale cartografia 2dFRS (Two degree Field Redshift Survey). Il mito di Wikipedia 
("figlia di una cooperativa", direbbero a Roma) va demitizzato (la voce Demitizzazione 
manca), come pure il mito della rete che, se non è controllata e certificata, è principio 
di disinformazione e di confusione. Così come è stata demitizzata la profezia sulla fine 
della Galassia Gutenberg; il libro non circola solo in Italia, vittima secondo 
l'articolista, del "cultural divide" ("il libro regge solo se si gioca sul cultural divide
 - c'è anche quello, non solo il digital - dell'Italia..."). Al contrario, il libro 
rimane una delle più valide misure per valutare i livelli di istruzione di un paese. L'autore 
dell'articolo legga pure Dante o Goethe, Darwin o Heisenberg in Internet, ma non trascuri 
Homo videns, di Giovanni Sartori, che non viaggia in rete.

Roberto Casati
La vera sfida è migliorarla

Un approccio pragmatico suggerisce di combattere battaglie che si ha ragione di pensare 
potrebbero venir vinte; senza per questo tirarsi indietro quando la mischia si fa dura e 
il risultato è incerto. Invitare i lettori a non leggere gli articoli di Wikipedia e a 
preferire loro la Britannica o un'altra enciclopedia cartacea od online ma comunque 
provvista di un comitato editoriale è una cosa; convincerli davvero a farlo è un'altra, 
in particolare se ci si basa sui risultati di uno spoglio (che meriterebbe un 
approfondimento statistico, altrimenti si rischia di restare ancorati all'aneddoto) o su 
considerazioni generali sull'autorevolezza dei redattori.
Di fatto, il problema dell'autorevolezza si pone a chiunque cerchi un'informazione. E dato 
che chiunque cerchi un'informazione ha molte probabilità di farlo usando Google, se 
un articolo di Wikipedia si trova in cima alla pagina di risposta di Google, come 
spesso capita, allora è razionale andare a guardarsi l'articolo di Wikipedia. La battaglia 
da combattere quindi non è invitare a non consultare Wikipedia o cercare di convincere 
che sarebbe meglio non guardare Wikipedia, quanto cercare di migliorare la qualità di 
quello che vi si trova, dato che è lì e non altrove che è probabile che i vostri amici, 
figli, colleghi e studenti finiranno per guardare. Battaglie del genere vengono 
combattute: ci sono per esempio non profit che lavorano ad aumentare la visibilità 
e l'autorevolezza di certe voci di Wikipedia riguardo all'Africa, in un movimento di 
colonizzazione culturale alla rovescia.
Invitare a intervenire su Wikipedia non è certo esente da rischi; innumerevoli possibilità 
di inquinamento si profilano all'orizzonte: persone che scrivono elogi ai propri 
beniamini (inclusi se stessi) e filippiche contro i propri nemici, interventi 
pubblicitari, vandalismo tribale o religioso, incapacità di mettere due parole in croce, 
impertinenza, dilettantismo e via dicendo. Ma non c'è nulla di nuovo sotto il sole. 
L'aneddotica invita a una certa cautela anche nel caso di enciclopedie cartacee di 
vecchio pelo; l'impareggiabile Edwards, luminosa enciclopedia di fIlosofia degli anni 
60, avendo subappaltato le voci sulla filosofia italiana regala al lettore un 
impareggiato "Gallarate movement" che tradisce il subappaltatore e le sue amicizie.
ll Lexiconder Renaissance della ex-Ddr può servire per un corso sulla cultura della ex-Ddr 
e molto meno per ottenere informazioni sul Rinascimento. Più banalmente le 
enciclopedie, capitolazioni al tentativo di mettere ordine nel sapere imponendo 
l'unico registro classificatorio su cui nessuno ha obiezioni, ovvero l'ordine alfabetico, 
sono specchi del loro tempo; non esistono enciclopedie perfette né metodi consensuali 
per generarle; non esiste un loro lettore da cima a fondo; e quando esiste, è un po' 
eccentrico; sono collezioni di frammenti, legati a logiche decisionali che muovono da 
piani grandiosi e giungono a compilazioni di liste della spesa. E se servono, come servono, 
più a chi le scrive che a chi le legge, in quanto aiutano a mettere in forma semplice e 
concisa un sapere, o in quanto creano o cristallizzano identità culturali; allora la 
funzione addizionale dell'enciclopedia libera è che aiuta molti a chiarirsi le idee; non 
leggendo, ma scrivendo.

Chuara Somajni
Citizendium si supervisori


Larry Sanger è stato cofondatore con Jimmy Wales di quel progetto di un'enciclopedia libera in 
Internet che sarebbe diventata Wikipedia. Abbandonò però molto presto l'impresa, per 
insanabili disparità di vedute. Lo scorso settembre Sanger ha annunciato la nascita di 
Citizendium, con cui intende raccogliere quanto di positivo Wikipediaha insegnato, per 
correggere quelli che a suo avviso ne sono i limiti. Citizendium prevede che chiunque possa 
contribuire purché dichiari la propria identità (in Wikipedia non è necessario), e 
soprattutto introduce la supervisione di esperti che certifichino la qualità dei 
contenuti. Attualmente, secondo quanto si legge nel sito (http://citizendium.org), vi 
sarebbero circa 500 autori e 160 editors professionisti. Che l'impresa di Larry Sanger 
possa oscurare quella di "Jimbo" Wales è però alquanto improbabile.
"Sono passati mesi dall'annuncio e ancora c'è ben poco da vedere", commenta Frieda Brioschi. 
Ventisette anni, di professione programmatrice, è stata appena rieletta presidente 
dell'edizione italiana di Wikipedia. "Citizendium rischia di fare la fine di Nupedia": 
lanciata nel 2000 da Wales e Sanger, era un'enciclopedia compilata esclusivamente da esperti. 
Il sito venne chiuso nel 2003, con i suoi 24 articoli, e 74 in lavorazione (se ne trova 
traccia in www.archive.org). Wikipedia nacque proprio dal fallimento di Nupedia: aprendo 
le porte a chiunque avesse avuto voglia di rimboccarsi le maniche, a prescindere dalle 
qualifiche.
Citizendium affida un compito meno gravoso agli esperti (perché mai, del resto, un 
docente universitario avrebbe dovuto spendere del tempo per trasferire gratis il proprio 
sapere in quell'enciclopedia?). Ma è difficile pensare che questo nuovo progetto possa 
competere con la vitalità di Wikipedia, che in 6-7 anni ha prodotto oltre 1,5 milioni 
di articoli. La versione italiana ha da poco superato le 250mila voci: un numero 
considerevole che, invece di placare le critiche di incompletezza e di inaffidabilità, le 
fomenta. "Per sua natura Wikipedia non sarà mai adulta", ribatte Frieda Brioschi (può 
un'enciclopedia esserlo mai realmente?). Richiede non solo un continuo processo di 
arricchimento, aggiornamento, affinamento dei contenuti, dello stile, della struttura 
dell' enciclopedia, ma anche delle strategie. Per esempio è solo da un anno circa, spiega, 
che la Wikipedia italiana, avendo raggiunto uno stadio di "maturità" sufficiente (ovvero un 
corpus di voci di una certa consistenza), ha avviato il progetto "Voci in vetrina", secondo 
il modello inglese degli featured articles: è uno strumento per vagliare e segnalare 
articoli considerati esemplari per come sono stati redatti, i quali vengono quindi corredati 
con una stellina. La vetrina serve anche per attirare l'attenzione della comunità dei 
wikipediani sulla necessità di affinare le voci già esistenti. Un processo in corso da 
tempo nella versione inglese, dove - spiega Frieda - ha assunto un notevole peso 
l'annotazione e il rinvio a fonti primarie accreditate.
Un secondo progetto riguarda invece le lacune. Non perseguendo un piano di lavoro 
preordinato, si hanno da un lato voci che non si troverebbero mai in un'enciclopedia 
tradizionale (come "Heavy Metal Umlaut", dedicato all'uso della dieresi nella tradizione 
della musica heavy metal) e che sono il riflesso immediato della nostra cultura 
contemporanea nelle sue manifestazioni fluttuanti e minimali; dall'altro mancano, o 
sono trattate superficialmente, voci che ci aspetteremmo di trovare ben trattate in 
qualunque enciclopedia che si rispetti. "Può capitare di trovare una descrizione dettagliata 
e precisa di tutte le ossa umane, e magari nulla sotto "ingegneria idraulica". Cerca di 
rimediare il progetto "Voci comuni": con le quali, spiega Frieda, si intende promuovere 
la stesura di voci relative alle parole che si potrebbero trovare in un dizionario, quelle 
attinenti la vita quotidiana, quelel che si trovano nei libri per bambibi, gli oggetti, 
i suoni, le professioni e così via.
Soprattutto Frieda Brioschi ci tiene a ricordare un ulteriore progetto: WikiAfrica 
(in collaborazione con l'associazione Lettera 27). presentato all'ultimo Festival di
Mantova. Lo scopo è quello di realizzare una enciclopedia tagliata sulle esigenze del 
continente e accessibile nelle sue varie lingue. Un'impresa che a sentirla così 
parrebbe impossibile. Come Wikipedia stessa, i cui limiti (a riguardo lo stesso sito 
offre analisi interessanti: si veda ad esempio sotto «Wikipedia: Wikipedia is failing», 
http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikipedia_isfailing) diventano per la 
comunità altrettante sfide. Ripagate da una partecipazione che continua a crescere e da 
un interesse che, come racconta Frieda Brioschi, anche in Italia ha valicato il confine 
virtuale per entrare nelle classi: «Sono sempre più frequenti le sollecitazioni che 
arrivano dalla scuola; vi sono anche insegnanti che assegnano come compito l'analisi 
critica delle voci presenti nell'enciclopedia». Sebbene tra i collaboratori 
dell'enciclopedia libera non manchino gli accademici, ancora poco partecipe è invece 
l'università. «Non siamo molto amati», conclude Frieda Brio­schi. Citizendium lo sarà di più?