
{"id":17861,"date":"2008-10-08T17:55:11","date_gmt":"2008-10-08T15:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionebassetti.org\/non-categorizzato\/2008\/10\/is_biotechnological_research_i"},"modified":"2024-02-25T10:12:47","modified_gmt":"2024-02-25T09:12:47","slug":"is_biotechnological_research_i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionebassetti.org\/en\/live_archive\/2008\/10\/is_biotechnological_research_i","title":{"rendered":"Is biotechnological research in Italy a chimera? An interview with Giovanna Lazzari and Cesare Galli"},"content":{"rendered":"<p>Scorrendo i titoli de &laquo;La Provincia&raquo;, quotidiano di Cremona, lo scorso 5 settembre, mi chiedevo se non fosse gi\u00e0 troppo tardi per fare questa intervista. &quot;Chiude il Centro di Galli&quot; &#8211; campeggia in prima pagina. &quot;Cremona. Vi \u00e8 nato il toro clonato Galileo. Il CIZ taglia la ricerca, Porcellasco resta senza fondi. Lo scienziato ora pensa a una gestione autonoma&quot;. Proprio non una buona ripresa dei lavori, dopo che durante il Congresso Internazionale di Riproduzione Animale (<a href=\"http:\/\/www.icar2008.org\/\" title=\"ICAR 2008\">ICAR 2008<\/a>) svoltosi a Budapest nel luglio scorso, il Prof. Cesare Galli \u00e8 stato insignito del &quot;Simmet Prize for Assisted Reproduction&quot;, il pi\u00f9 importante riconoscimento per chi lavora nella ricerca e trasferimento tecnologico nel settore della riproduzione degli animali d&#8217;allevamento, successo sempre condiviso con Giovanna Lazzari e il resto del team di Porcellasco (11 persone tra ricercatori e tecnici). Originalit\u00e0 delle ricerche, approccio sperimentale e leadership nella comunit\u00e0 scientifica, come recitano i criteri del premio, che hanno portato, tra l&#8217;altro, a <a href=\"\/ita\/grasseni\/doc\/traguardi_LTR.pdf\" title=\"i traguardi di LTR - pdf\">traguardi unici al mondo<\/a> nel campo della clonazione degli animali da allevamento (soprattutto bovina, equina, suina).<br \/>\nA Giovanna Lazzari e Cesare Galli ho chiesto, innanzitutto, cosa \u00e8 il Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione (d&#8217;ora in avanti LTR) quale sia la sua attivit\u00e0 corrente e quali le nuove sfide da affrontare.<\/p>\n<p><strong>Vorreste ricapitolare per brevi tappe come nasce LTR e come si inserisce nella ricerca sulle biotecnologie animali in Italia? <\/strong><\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.ciz.it\/index.aspx?m=53&amp;did=125\" title=\"Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione\">Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione<\/a> (LTR) \u00e8 stato fondato a Cremona nel 1991 ed \u00e8 stato fino ad ora un dipartimento del Consorzio per l&#8217;Incremento Zootecnico (<a href=\"http:\/\/www.ltrciz.it\/\" title=\"CIZ\">CIZ<\/a>), una societ\u00e0 dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.aia.it\/\" title=\"AIA\">Associazione Italiana Allevatori<\/a>, che persegue gli interessi del mondo allevatoriale nazionale fornendo prodotti e servizi nel campo della riproduzione animale. La sede principale del CIZ \u00e8 a S. Miniato (Pisa). <\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 l&#8217;empasse a cui fanno riferimento i giornali dicendo che il vostro centro chiuder\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi mesi l&#8217;attuale Consiglio di Amministrazione del CIZ ha manifestato l&#8217;impossibilit\u00e0 di sostenere la sede LTR, a causa della mancanza di interesse per la ricerca biotecnologica, che da anni LTR affianca a quella zootecnica, e della sfavorevole congiuntura economica. Stiamo valutando come poter continuare la nostra attivit\u00e0 sotto una veste ancora da definire. Noi abbiamo denunciato molte volte il declino di interesse da parte della societ\u00e0 che ci gestisce, e non sappiamo ancora come evolver\u00e0 la situazione. Stiamo facendo una proposta per subentrare con una gestione autonoma. Le attivit\u00e0 che facciamo noi pare non rientrino nelle attivit\u00e0 che interessano al CIZ, che \u00e8 finalizzata alla produzione dei semi e non alla ricerca sugli embrioni. <\/p>\n<p><strong>Vorreste descrivere, per i non addetti ai lavori, quali attivit\u00e0 specifiche caratterizzano il vostro centro, nel campo delle biotecnologie animali?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 di LTR \u00e8 finalizzata ad offrire servizi di riproduzione assistita agli allevatori e allo sviluppo di ricerche sia di base che applicata, che spaziano dai gameti ed embrioni fino alle cellule staminali e la modificazione genetica negli animali d&#8217;allevamento. L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca \u00e8 preponderante, soprattutto quella di base finanziata all&#8217;interno dei programmi quadro dell&#8217;Unione Europea.<br \/>\n I nostri attuali progetti di ricerca riguardano in particolare due aree di ricerca: zootecnica e biomedica. Ci occupiamo di riproduzione assistita nei bovini, bufali, equini, suini, ovini (anche come servizio agli allevatori), dello studio dei fattori responsabili della riduzione di fertilit\u00e0 degli allevamenti bovini (un problema emergente su scala mondiale) dell&#8217;uso dell&#8217;RNA interference per il controllo di malattie epizootiche (come influenza, PRRS). In area biomedica applichiamo l&#8217;ingegneria genetica suina orientata agli xenotrapianti e alla terapia genica per malattie genetiche, siamo in grado di produrre cellule staminali per lo sviluppo di terapie cellulari in modelli animali e per sviluppare test di tossicit\u00e0 in vitro (cio\u00e8 test di laboratorio <a href=\"http:\/\/www.reprotect.eu\" title=\"ReProTect\">alternativi all&#8217;uso degli animali<\/a> da esperimento, come imposto dalla recente Direttiva Europea).<\/p>\n<p><strong>Scorrendo la lista, impressionante, di vostri <a href=\"\/ita\/grasseni\/doc\/progetti_LTR.pdf\" title=\"progetti di LTR - pdf\">progetti di ricerca in esecuzione, approvati e in attesa di valutazione<\/a>, si identificano reti estese di collaborazione tra istituti collocati nell&#8217;area zootecnica e in quella biomedica&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>Si, per competere nel panorama internazionale delle biotecnologie della riproduzione animale LTR si \u00e8 adoperato per integrare le realt\u00e0 locali di eccellenza in un network ad alta tecnologia in grado confrontarsi con i migliori centri internazionali. A questo scopo sono in atto consolidate collaborazioni con <a href=\"http:\/\/www3.unicatt.it\/pls\/unicatt\/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=8633\" title=\"Centro di Ricerche Biotecnologiche - Cremona\">Centro di Ricerche Biotecnologiche<\/a> dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica sede di Cremona, l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.bs.izs.it\/\" title=\"Istituto Zooprofilattico Sperimentale - Brescia\">Istituto Zooprofilattico Sperimentale<\/a> di Brescia, l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.istitutospallanzani.it\/index.php\" title=\"Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani - Rivolta d'Adda\">Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani<\/a> di Rivolta D&#8217;Adda, l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.sanraffaele.org\/Home\/Ricerca\/Dipartimenti-Istituti_e_Programmi_di_Ricerca\/Istituto_San_Raffaele_Telethon_per_la_Terapia_Genica_(HSR-TIGET)\/index.html\" title=\"Istituto TIGET\">Istituto TIGET<\/a> (Telethon) della Fondazione Ospedale S. Raffaele di Segrate, l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.itb.cnr.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php3\/L\/UK\/IDPagina\/2\" title=\"Istituto di Tecnologie Biomediche - CNR Milano\">Istituto di Tecnologie Biomediche<\/a> del CNR di Milano e l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.unibo.it\/SitoWebDocente\/default.htm?upn=cesare.galli2%40unibo.it&amp;TabControl1=TabDidattica\" title=\"Universit\u00e0 di Bologna\">Universit\u00e0 di Bologna<\/a> (dove Cesare Galli \u00e8 Professore Associato, ndr), oltre che con numerosi laboratori di ricerca Europei.<\/p>\n<p><strong>Quali tra queste sta dando i migliori risultati? Vi sono delle connessioni forti tra un filone di ricerca e un altro (cio\u00e8, i risultati in un campo facilitano l&#8217;avanzamento in un altro? Siete approdati a un filone di ricerca partendo da un altro?) Se Si, le agenzie di finanziamento e sviluppo della ricerca sono consapevoli, secondo voi, di queste connessioni? Le facilitano?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CG: <\/strong>Il nostro <em>core business<\/em> \u00e8 la manipolazione dei gameti e degli embrioni degli animali da allevamento (bovini, suini, cavalli, bufali). Noi siamo bravi a fare quello. E con quello si costruisce la clonazione, perch\u00e9 si usano i gameti e gli ovociti; stiamo ampliando le tecniche di manipolazione genetica. Collaborare con vari Paesi stimola la ricerca e anche la competitivit\u00e0 e questo aiuta a rendersi sempre conto di quello che succede al di fuori del proprio orticello, quindi vengono nuove idee, nuovi progetti, pi\u00f9 persone si conoscono pi\u00f9 opportunit\u00e0 si creano. Rimanendo chiusi nel proprio laboratorio, quello che si pu\u00f2 fare \u00e8 molto limitato.<\/p>\n<p><strong>GL:<\/strong> Dall&#8217;elenco dei nostri progetti si evince che il nostro <em>core business<\/em> \u00e8 stato applicato in vari settori: la clonazione, la transgenesi, i test di tossicit\u00e0, lo studio della fertilit\u00e0 e della vitalit\u00e0 dell&#8217;embrione, cellule staminali: \u00e8 un <em>core business <\/em>che si presta ad essere sfruttato in varie direzioni. Il nostro modo di fare ricerca \u00e8 quello di non rimanere fossilizzati sulle poche cose che si sanno fare e fare sempre quelle, ma magari queste cose che si sanno fare al meglio svilupparle in settori sempre nuovi. Per esempio: quello della clonazione \u00e8 un settore in cui noi siamo <em>leader<\/em> indiscussi, abbiamo fatto delle pubblicazioni sul settore delle cellule embrionali staminali sia animali sia umane, la stessa tecnica del produrre l&#8217;embrione \u00e8 stata utile per<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"la sede di LTR\" title=\"la sede di LTR\" src=\"\/ita\/grasseni\/img\/LTR%20sede.jpg\" width=\"217\" height=\"150\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Cesare Galli\" title=\"Cesare Galli\" src=\"\/ita\/grasseni\/img\/LTR_Cesare_Galli.jpg\" width=\"230\" height=\"150\"  \/><\/p>\n<p>produrre questi test di tossicit\u00e0 e la stessa tecnica di produrre gli embrioni ci consente di andare a studiare, per esempio, perch\u00e9 negli animali da allevamento c&#8217;\u00e8 un crescente problema di infertilit\u00e0 (che, tra l&#8217;altro, c&#8217;\u00e8 anche nella nostra specie): avendo sotto mano l&#8217;embrione nelle fasi iniziali di sviluppo possiamo fare qualche domanda su quali sono per esempio i geni che sono attivati magari in maniera diversa, gli embrioni prodotti da un certo tipo di animale piuttosto che embrioni prodotti da un altro tipo di animale. Quello che mi piacerebbe che emergesse \u00e8 l&#8217;importanza di un&#8217;apertura mentale anche verso opportunit\u00e0 nuove e pensare alle proprie competenze di pari passo con le nuove tecnologie. Per quanto ci riguarda, scorrendo i diversi <a href=\"\/ita\/grasseni\/doc\/progetti_LTR.pdf\" title=\"progetti di LTR - pdf\">progetti<\/a> di cui ci siamo occupati credo si veda abbastanza bene questo modo di operare.<\/p>\n<p><strong>E per quanto riguarda la formazione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CG:<\/strong> Io <a href=\"http:\/\/search.unibo.it\/SitoWebDocente\/default.htm?upn=cesare.galli2@unibo.it&amp;TabControl1=TabContatti\" title=\"Cesare Galli - Universit\u00e0 di Bologna\">insegno veterinaria e agraria<\/a>. Insegno Fisiopatologia della riproduzione, fecondazione assistita e clonazione alla Facolt\u00e0 di Veterinaria e Fisiopatologia della riproduzione e fecondazione artificiale alla Facolt\u00e0 di Agraria. Alcuni studenti vengono a fare lo stage qui; ma poi abbiamo sempre dato disponibilit\u00e0 alle scuole locali di Cremona che tutti gli anni ci mandano studenti stagisti, studenti laureandi di biotecnologie che da Milano vengono a fare la tesi qui. Abbiamo qui due dottorandi che collaborano integralmente ai nostri progetti, vengono retribuite da noi, e alla fine del loro iter prenderanno il titolo di dottori di ricerca dall&#8217;universit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>GL:<\/strong> Ci viene anche chiesto di fare delle lezioni nelle scuole medie e superiori e noi accettiamo. Siamo stati coinvolti nel progetto didattico di comunicazione ed educazione alimentare &#8216;Lo Spaventapasseri&#8217; e anche quest&#8217;anno abbiamo accettato di ospitare per quattro sabati mattina due gruppi di classi di scuole medie. L&#8217;anno scorso in primavera l&#8217;abbiamo fatto con le scuole superiori. Poi vengono studenti universitari da Parma, Padova, Udine anche solo in visita un pomeriggio per vedere un po&#8217; come lavoriamo.<\/p>\n<p><strong>Vorreste descrivere quale \u00e8 il network di collaborazioni da voi gi\u00e0 stabilite con stakeholders presenti sul territorio? Potete darci un&#8217;idea del tipo di ricadute applicative e socio-economiche che ha la vostra ricerca, per esempio nel mondo dell&#8217;allevamento? <\/strong><\/p>\n<p>LTR offre servizi di riproduzione assistita per gli allevatori nelle varie specie di interesse, sia per clienti italiani per la specie bovina che stranieri, soprattutto per i cavalli, essendo l&#8217;unico centro in Europa e Medio Oriente che dispone di queste tecnologie. Abbiamo clienti tedeschi, olandesi, francesi, spagnoli, svedesi, egiziani, ecc.&quot;. Offriamo servizi anche nell&#8217;ambito della clonazione (come la banca delle cellule) e delle cellule staminali (per es. nella cura delle tendiniti nel cavallo). Ma le aziende zootecniche non sono i nostri unici interlocutori. Ci sono industrie biotecnologiche e farmaceutiche, Universit\u00e0 e centri di ricerca, Amministratori. Nel 2007 LTR ha siglato un importante contratto di collaborazione con il Ministero dell&#8217;Agricoltura della Regione Samara (Federazione Russa, area del Volga) per la costruzione di un laboratorio a Togliattigrad, l&#8217;addestramento del personale, il trasferimento di know how e la fornitura di embrioni. In settembre LTR \u00e8 &quot;sbarcato&quot; in Cina con una serie di conferenze (tenute dal Prof. Galli, ndr) e l&#8217;impianto di embrioni di bufalo. LTR offre corsi di formazione specialistica ad elevato contenuto tecnologico per tecnici e professionisti. Infine fornisce consulenza tecnico scientifica a enti, istituzioni e societ\u00e0 nazionali ed internazionali.<\/p>\n<p><strong>Quando ci siamo incontrati ormai tre mesi fa, mi avete informato della vostra necessit\u00e0 di maggiori sostegni alle vostre attivit\u00e0, in particolare illustrando l&#8217;esigenza di avere una nuova sede comprendente le stalle per gli animali e di poter potenziare la ricerca impiegando pi\u00f9 personale e\/o formandolo. Al momento, anche alla luce dei recenti sviluppi di cui parla la stampa, come giudicate lo stato delle cose? Quale vi sembra la prospettiva di un vostro consolidamento ed espansione nel territorio lombardo?<\/strong><\/p>\n<p>Il Laboratorio non riceve finanziamenti stabili e continuativi da nessuna fonte, \u00e8 collocato all&#8217;interno di un edificio decoroso ma risalente agli anni 50, mai ristrutturato e, come tale, inadatto a mantenere e sviluppare le attuali linee di ricerca per l&#8217;assenza dei necessari requisiti di spazio e d&#8217;infrastrutture moderne sia per i laboratori che per i ricoveri degli animali. Il continuo evolversi delle norme relative alla sicurezza sul lavoro e alle garanzie sanitarie che sono richieste ad un laboratorio di biotecnologie, renderanno sempre pi\u00f9 difficile la permanenza di LTR nella sede attuale.<\/p>\n<p><strong>Secondo voi quale \u00e8 lo stato dell&#8217;arte e come vorreste veder evolvere questo scenario?<\/strong><\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 mai stata in questi anni una posizione dichiarata e univoca nelle organizzazioni. Per esempio, le precedenti presidenze del CIZ vedevano le nostre attivit\u00e0 a fini di ricerca in modo molto positivo. Altri invece pensano a quello che facciamo legandolo alla carne clonata o al prosciutto transgenico: non sono in grado o non vogliono distinguere l&#8217;aspetto di ricerca da quello applicativo. Dopo 17 anni che siamo qui, tutti ci dicono che facciamo cose importanti, che nobilitiamo la ricerca, ma il 31 dicembre 2008 si chiude. <\/p>\n<p><strong>L&#8217;annunciata chiusura del centro pu\u00f2 anche essere ricondotta a dinamiche politiche pi\u00f9 vaste, che potrebbero riverberarsi nel mondo degli allevatori?<\/strong><\/p>\n<p><strong>GL:<\/strong> Non lo escluderei. Con elementi che non sono a noi completamente noti hanno preso la decisione di interrompere il sostegno a questa struttura di ricerca. E ripeto, a noi non tutti gli elementi di questa decisione sono noti. Del resto la posizione, per esempio, della Coldiretti in materia di OGM \u00e8 chiara.<\/p>\n<p><strong>Lei per\u00f2 (Cesare Galli) ha ricevuto un&#8217;offerta di lavoro dalla Corea?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CG:<\/strong> Si, un contratto a termine per professori stranieri, sei mesi all&#8217;anno, da settembre a marzo. Stipendio, 100 mila dollari solo di materiali per la ricerca, pi\u00f9 tutto attrezzato. Non sono pochi&#8230;<\/p>\n<p><strong>GL: <\/strong>Per\u00f2 diventa tutto umanamente difficile, anche pensando a tutto quello che negli anni \u00e8 stato costruito qui, le persone&#8230;<\/p>\n<p><strong>Immagino anche che ai fini della ricerca, dopo dieci anni che un&#8217;\u00e9quipe lavora insieme, ci sia un&#8217;expertise condivisa, non solo a livello teorico, ma di pratiche condivise di ricerca&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>GL:<\/strong> Certo, si ha un <em>background<\/em> condiviso, c&#8217;\u00e8 sintonia. E poi ci sono i risultati. Tutto questo lo perdi. Noi (Giovanna Lazzari e Cesare Galli, ndr) abbiamo sempre lavorato con dei contratti triennali e adesso abbiamo ricevuto una lettera di licenziamento. Abbiamo due persone che sono assunte con contratto a tempo determinato il cui contratto scade il 31 dicembre e non verr\u00e0 rinnovato. Solo 3 assunti con contratto a tempo indeterminato, sono le persone che hanno le posizioni pi\u00f9 solide&#8230; Quindi questa situazione \u00e8 abbastanza gravosa dal punto di vista umano. Irina, per esempio, che lavora con noi da circa 10 anni \u00e8 una delle due persone che ha il contratto in scadenza a dicembre. L&#8217;altra \u00e8 una biotecnologa che \u00e8 con noi da sei anni. I contratti a tempo indeterminato sono stati fatti molti anni fa a tecnici. I rimanenti sono su borse di studio o contratti di ricerca che vanno dai 3 ai 5 anni e che non verranno rinnovate. <\/p>\n<p><strong>Nella letteratura dei science studies si insiste molto sull&#8217;idea di tacit knowledge, per cui solo a fronte di grande fatica un esperimento descritto nei protocolli viene riprodotto in un altro laboratorio&#8230; E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspetto della comunicazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>GL:<\/strong> Si, ormai tutti i grandi progetti hanno un sito internet. Ormai \u00e8 passata l&#8217;idea che i progetti devono apparire, i risultati devono essere trasparenti, \u00e8 necessario che si capisca come si \u00e8 proceduto per arrivare a certi risultati. Per esempio c&#8217;\u00e8 il sito del <a href=\"http:\/\/www.xenome.eu\/\" title=\"progetto Xenome\">progetto Xenome<\/a> cui aderiamo. All&#8217;interno dei progetti ci si scambia i dettagli delle tecniche perch\u00e9 ci si possa sincronizzare sul come fare. Si assicura in questo modo la riproduttivit\u00e0.<br \/>\nInoltre a livello europeo, e attraverso progetti europei, \u00e8 pi\u00f9 facile trovare gruppi di ricerca che condividano i nostri interessi e le nostre problematiche. Pi\u00f9 ampio \u00e8 il bacino, pi\u00f9 facile \u00e8 trovare le sinergie. In Italia sono pochi i centri che fanno le cose che facciamo noi. Dal 1992, da quando abbiamo iniziato qui, siamo stati dentro progetti europei e questo ha giovato notevolmente, al di l\u00e0 dei risultati, a mantenere una visione pi\u00f9 ampia. I centri che fanno tutta la ricerca &#8220;in casa&#8221; non solo producono poco, ma hanno anche una visione che non \u00e8 quella moderna della scienza che produce molto di pi\u00f9 attraverso le sinergie. Da una parte la specializzazione porta alla riduzione della conoscenza globale, per\u00f2 dall&#8217;altra parte consente di essere molto pi\u00f9 efficaci.<br \/>\nPoi, molte ricerche richiedono delle attrezzature cos\u00ec sofisticate e cos\u00ec costose che vengono utilizzati da pi\u00f9 gruppi, per cui c&#8217;\u00e8 un <em>network<\/em> di <em>modus operandi<\/em> rispetto a determinate tecniche. Noi siamo piccoli in questo senso, perch\u00e9 siamo in pochi, per\u00f2 in posti grossi questo si vede.<\/p>\n<p><strong>Il 3 settembre 2008 il Parlamento Europeo ha approvato a stragrande maggioranza (622 favorevoli, 32 contrari, 35 astenuti) la &quot;<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?pubRef=-\/\/EP\/\/TEXT+TA+P6-TA-2008-0400+0+DOC+XML+V0\/\/IT\" title=\"Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008\">Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008<\/a> sulla clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare&quot; che &quot;invita la Commissione a presentare proposte volte a vietare a scopi di approvvigionamento alimentare i) la clonazione di animali ii) l&#8217;allevamento di animali clonati o della loro progenie, iii) l&#8217;immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati o dalla loro progenie e iv) l&#8217;importazione di animali clonati, della loro progenie, del seme e degli embrioni di animali clonati o della loro progenie nonch\u00e9 la carne e i prodotti lattieri ottenuti da animali clonati o dalla loro progenie, tenendo conto delle raccomandazioni dell&#8217;EFSA e dell&#8217;EGE. Quale \u00e8 la vostra opinione su questa risoluzione e sulle sue premesse, per esempio che &quot;la clonazione ridurrebbe significativamente la diversit\u00e0 genetica del patrimonio zootecnico&quot; e che &quot;il Gruppo europeo per l&#8217;etica delle scienze e delle nuove tecnologie (EGE) contesta la legittimit\u00e0 etica della clonazione di animali a scopi alimentari&quot;? <\/strong><\/p>\n<p><strong>CG:<\/strong> In effetti non mi aspettavo una posizione cos\u00ec netta e una maggioranza cos\u00ec decisa. Penso che dobbiamo prenderne atto e vedere i lati positivi, cio\u00e8 che comunque la ricerca andr\u00e0 avanti, anche se magari con quel parere europeo la vita diventa un po&#8217; pi\u00f9 difficile, per\u00f2 la ricerca dovrebbe andare avanti e le applicazioni biomediche vanno avanti. \u00c8 una questione di valori o meglio, la giustificazione \u00e8 cercata nei valori: se l&#8217;animale viene clonato per il cibo da noi non \u00e8 accettato perch\u00e9 si sfrutta l&#8217;animale, ma se dobbiamo clonare l&#8217;animale per curare una malattia nostra, a quel punto \u00e8 giustificato. \u00c8 un valore se la maggioranza delle persone la pensa coSi. In Cina per esempio non la pensano coSi.<\/p>\n<p><strong>Ritenete che questa presa di posizione possa avere effetti anche sulla vostra ricerca, anche se quest&#8217;ultima non \u00e8 direttamente indirizzata alla clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare, ma lavora su specie di interesse zootecnico di grosse dimensioni? <\/strong><\/p>\n<p><strong>CG: <\/strong>Secondo me non molto. La decisione riguarda solo l&#8217;utilizzo alimentare, quindi non \u00e8 la clonazione di per s\u00e9 che viene messa in discussione. Il problema \u00e8 quello delle <em>lobbies<\/em> che intimoriscono. \u00c8 molto facile trasmettere il rischio e l&#8217;insicurezza; \u00e8 pi\u00f9 facile creare insicurezza in una persona che fiducia. Sono posizioni trasversali, che comprendono motivazioni non solo di carattere, per esempio, etico o religioso, ma anche determinate interpretazioni dell&#8217;ambientalismo e che generano una possibile diffidenza dei consumatori verso i prodotti d&#8217;allevamento e le nuove tecnologie. Quello che sta succedendo, \u00e8 quello che \u00e8 successo con gli ogm.<\/p>\n<p><strong>GL:<\/strong> Tanta parte la gioca la scarsa informazione scientifica. Per esempio, nell&#8217;ultimo Eurobarometer, in una griglia di domande, alla domanda &#8220;Se una persona mangia un vegetale geneticamente modificato, anche lui diventa geneticamente modificato?&#8221; tra il 20 e il 30 per cento degli intervistati ha risposto di Si e questo \u00e8 il <em>background<\/em> politico su cui si prendono le decisioni. Io non so se il campione a cui loro hanno fatto la domanda pu\u00f2 essere considerato rappresentativo delle persone che poi alla fine decidono ed elaborano determinate prese di posizione, per\u00f2 nella popolazione c&#8217;\u00e8 un diffuso sospetto e una diffusa non conoscenza, anche di cose abbastanza banali. Io non avrei mai pensato che qualcuno potesse pensare che mangiando un pomodoro geneticamente modificato anche lui potesse diventare geneticamente modificato.<\/p>\n<p><strong>Quindi secondo voi abbiamo una situazione di questo genere, potenzialmente contradditoria: il benessere animale viene invocato come valore nel caso in cui vada bandita la clonazione animale a fini di approvvigionamento alimentare, invece ai fini degli xenotrapianti, siccome \u00e8 maggiormente percepito il bisogno&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>GL: <\/strong>\u00c8 anche una valutazione etica diversa: se il fine possa giustificare il mezzo che si usa. Eticamente \u00e8 completamente diverso come valutazione che uno d\u00e0: se uso l&#8217;animale per uno scopo legato alla salute lo accetto eticamente.<\/p>\n<p><strong>Nel quadro europeo che \u00e8 andato costruendosi, voi avreste potuto clonare Galileo? <\/strong><\/p>\n<p><strong>CG:<\/strong> Si, perch\u00e9 si trattava di ricerca. Anche oggi non stiamo facendo niente per scopi commerciali. Per cui anche oggi lo si sarebbe potuto fare.<\/p>\n<p><strong>Forse per\u00f2 se non avete pi\u00f9 il supporto del CIZ \u00e8 perch\u00e9 non si \u00e8 potuto sfruttare per fini commerciali i risultati della vostra ricerca&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>CG:<\/strong> Si, in questo senso Si. Indubbiamente non avere una prospettiva commerciale blocca l&#8217;industria per quel settore.<\/p>\n<p><strong>Per voi questa del &#8211; chiamiamolo &#8211; complesso bioindustriale sarebbe una prospettiva auspicabile? Una maggiore cooperazione tra aziende zootecniche, industrie biotecnologiche e farmaceutiche, associazioni degli allevatori, universit\u00e0 e centri di ricerca potrebbe servire? Era uno dei vostri obiettivi?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CG:<\/strong> Noi con gli allevatori abbiamo un certo rapporto commerciale, anche se in piccola parte. Il 20% \u00e8 attivit\u00e0 commerciale, l&#8217;80% di ricerca. Questa attivit\u00e0 commerciale (per esempio la produzione di embrioni tramite la nostra tecnica <em>Ovum Pick Up<\/em>) \u00e8 rivolta alle aziende di allevatori. Noi proponiamo questa tecnica nuova e poco diffusa, abbastanza specialistica che in Italia facciamo solo noi, ma ci sono altri centri che offrono servizi di questo tipo. Come anche produrre embrioni per l&#8217;esportazione: produciamo anche embrioni su contratto da terzi che hanno dei mercati all&#8217;estero. Poi ci potrebbero essere altre integrazioni delle nostre tecnologie nell&#8217;allevamento. Se noi abbiamo suini geneticamente modificati, dobbiamo trovare sul territorio qualcuno che pu\u00f2 occuparsi della parte commerciale e aziendale. I nostri test di tossicit\u00e0 in vitro potrebbero per esempio essere utilizzati a Crema, nel distretto della cosmesi, visto che da quest&#8217;anno non possono pi\u00f9 utilizzare gli animali per i test di tossicit\u00e0, quindi ci potrebbe essere spazio per una collaborazione. E questo potrebbe prevedere una ricerca ulteriore sugli embrioni specifici per la cosmesi in modo che poi potrebbe rivelarsi utile per l&#8217;industria.<\/p>\n<p><strong>Questo potrebbe essere uno degli esempi di una pi\u00f9 stretta collaborazione con attori economici del territorio&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>GL:<\/strong> In realt\u00e0 noi abbiamo dei progetti di ricerca scientifica in cui coinvolgiamo Regione Lombardia, aziende zootecniche, l&#8217;Istituto zooprofilattico di Brescia&#8230;<br \/>\n E poi come dicevamo collaboriamo con il territorio in quanto a formazione di giovani che vengono nei nostri laboratori per tesi e tirocini (che \u00e8 un dispendio di tempo per noi il pi\u00f9 delle volte, dato che dobbiamo seguirli e formarli). Quello che ci manca \u00e8 un interlocutore che ci segnali con continuit\u00e0 le opportunit\u00e0 di finanziamento (misure come il Bando Ingegno della Regione Lombardia, borse di ricerca con le quali possiamo pagare giovani ricercatori). Non \u00e8 facile trovare questo tipo di interlocutore e questo tipo di opportunit\u00e0, soprattutto perch\u00e9 siamo un&#8217;azienda agricola, non un&#8217;universit\u00e0 con tanto di ufficio ricerca e internazionalizzazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"LTR Prometea e Pegaso\" title=\"LTR Prometea e Pegaso\" src=\"\/ita\/grasseni\/img\/LTR_Prometea_Pegaso.jpg\" width=\"180\" height=\"150\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"LTR Circe e Apollo suinetti destinati alle ricerche sul trapianto d'organo\" title=\"LTR Circe e Apollo suinetti destinati alle ricerche sul trapianto d'organo\" src=\"\/ita\/grasseni\/img\/LTR_circe_apollo.jpg\" width=\"262\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p><strong>(<em><a href=\"\/grasseni\/2008\/10\/la_ricerca_di_punta_biotecnolo_2\" title=\"seconda parte\">continua&#8230;<\/a><\/em>)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"image\"><a href=\"\/en\/grasseni\/2008\/11\/is_biotechnological_research_i.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/it\/grasseni\/img\/Vezzoni-Galli2_130.jpg\" width=\"130\" height=\"130\" border=\"0\" alt=\"Laboratory of Reproduction Technology (Cremona, Italy)\" title=\"Laboratory of Reproduction Technology (Cremona, Italy)\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"info\">\n<div class=\"vedianche\">See also: <a href=\"\/it\/itframeset.php?content=https:\/\/www.fondazionebassetti.org\/0due\/docs\/fgb-poster-sintesi.htm\" title=\"Opinione pubblica, biotecnologie e societ\u00e0 del rischio\">Opinione pubblica, biotecnologie e &#8220;societ\u00e0 del rischio&#8221;<\/a> a research by Poster-FGB, the <a href=\"\/it\/itframeset.php?content=https:\/\/www.fondazionebassetti.org\/06\/cfc\/000147.htm\" title=\"\">Call for Comments on biotechnology<\/a> and the &#8216;Topics&#8217; published on 2000\/2002: <a href=\"\/it\/itframeset.php?content=https:\/\/www.fondazionebassetti.org\/toutsetient\/percorsi\/biotech\/procedure-comunicazione-biotech.htm\" title=\"Biotecnologie e Ingegneria genetica\">Biotecnologie e Ingegneria genetica<\/a> (2001-2002) and <a href=\"\/it\/itframeset.php?content=https:\/\/www.fondazionebassetti.org\/toutsetient\/percorsi\/01biotech.htm\" title=\"Biotecnologie e Ingegneria genetica\">Biotecnologie e Ingegneria genetica<\/a> (2000-2002)<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":23278,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"footnotes":""},"categories":[3722,2763],"tags":[3987,4081,3910,1575,4082],"class_list":["post-17861","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-grasseni_en","category-live_archive","tag-clonazione_en","tag-cremona_en","tag-genetica_en","tag-genetics","tag-laboratorio_di_tecnologie_della_riproduzione_en"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Is biotechnological research in Italy a chimera? 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