Il 28 aprile 2026, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è tenuto l’ultimo incontro del ciclo di seminari “Scienza, tecnologia e società: decostruire la guerra, costruire la pace”. All’interno della sessione dedicata a “Co-design e cittadinanza scientifica nei percorsi di ricerca e innovazione”, Fondazione Giannino Bassetti ha portato il proprio contributo attraverso gli interventi di Angela Simone e Anna Pellizzone, offrendo una panoramica concreta delle metodologie e delle pratiche di coinvolgimento dei cittadini nei processi di ricerca e innovazione.
Dal modello top-down al dialogo
Per lungo tempo, la comunicazione scientifica è stata pensata come un processo unidirezionale: dagli esperti al pubblico. Questo modello, pur mantenendo una sua funzione, si è rivelato insufficiente a generare una reale comprensione e partecipazione. Oggi, la complessità delle sfide tecnologiche e sociali richiede un cambio di paradigma.
I cittadini non sono più considerati semplici destinatari, ma portatori di saperi, valori e visioni. Da qui emerge la centralità del public engagement e della cittadinanza scientifica: pratiche che mirano a costruire spazi di dialogo e a integrare il contributo della società nei processi decisionali e nei percorsi di innovazione.
Questo approccio si colloca nel quadro della Responsible Research and Innovation, che promuove una ricerca aperta, inclusiva e orientata ai bisogni della società.
Perché coinvolgere i cittadini
Il coinvolgimento dei cittadini non è solo una scelta metodologica, ma una necessità sistemica. Da un lato, esistono indirizzi politici e accademici che ne sottolineano l’importanza; dall’altro, cresce una domanda dal basso: i cittadini chiedono di partecipare attivamente alle scelte che riguardano scienza e tecnologia, consapevoli del loro impatto sulla vita quotidiana.
Il coinvolgimento pubblico consente di:
- comprendere percezioni, bisogni e timori;
- orientare le politiche di ricerca e innovazione;
- migliorare l’accettabilità sociale delle tecnologie;
- co-progettare soluzioni più inclusive ed efficaci.
Studiare la percezione: il caso della geotermia nelle Eolie
Il coinvolgimento dei cittadini passa innanzitutto dall’ascolto delle loro percezioni. Nel progetto IRGIE (Inventario delle Risorse Geotermiche delle Isole Eolie) coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con il supporto della Regione Siciliana, la Fondazione ha affiancato alla ricerca tecnico-scientifica uno studio sociale sulla geotermia nelle isole Eolie.
Attraverso un approccio misto – sondaggi e focus group – sono state raccolte opinioni di cittadini e stakeholder locali. I risultati hanno evidenziato non solo il grado di accettazione della tecnologia, ma anche elementi cruciali come:
- il livello di fiducia nelle istituzioni;
- le aspettative rispetto allo sviluppo territoriale;
- il bisogno di progetti concreti e credibili.
Questi dati sono stati restituiti ai ricercatori e ai decisori pubblici, contribuendo a orientare sia le attività di ricerca sia le strategie di comunicazione.
La Citizen Jury in Lombardia
Il coinvolgimento dei cittadini può tradursi in veri e propri processi deliberativi, attraverso cui contribuire alla definizione delle politiche. Nell’ambito del progetto europeo TRANSFORM, la Fondazione ha coordinato una Citizen Jury in collaborazione con Regione Lombardia.
Ventiquattro cittadini, selezionati rappresentando la diversità del territorio, sono stati coinvolti in un percorso strutturato articolato in tre fasi:
- Informazione, con il contributo di esperti indipendenti;
- Discussione, facilitata e autonoma;
- Deliberazione, con la produzione di raccomandazioni.
Il risultato è stato concreto: le indicazioni emerse sono state integrate nella progettazione di un bando regionale sulla mobilità innovativa basata sui dati, introducendo criteri legati a inclusività, privacy e sostenibilità.
Questo tipo di processo dimostra come il coinvolgimento possa rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni, trasformando la partecipazione in uno strumento effettivo di governance.
Co-creare soluzioni: dai droni urbani ai dispositivi medici
Il coinvolgimento trova espressione completa nella co-creazione, dove innovazioni e soluzioni prendono forma in modo condiviso. Nel progetto europeo CO-VALUE, la Fondazione ha sperimentato percorsi di coinvolgimento in Emilia-Romagna, lavorando direttamente con team di ricerca e cittadini.
Nel caso del progetto MOVERT, dedicato alla mobilità aerea urbana tramite droni, i cittadini sono stati coinvolti in:
- esperienze immersive in realtà virtuale;
- workshop di discussione;
- indagini su percezione e desiderabilità.
Sono emerse indicazioni rilevanti: l’accettabilità della tecnologia dipende fortemente dagli usi previsti, mentre questioni come sicurezza, gestione dello spazio urbano e controllo umano restano centrali.
Nel progetto REMEDY, invece, la co-creazione ha riguardato un sistema di monitoraggio per pazienti cronici. Attraverso workshop con pazienti e caregiver, sono stati raccolti suggerimenti concreti su:
- usabilità delle interfacce;
- accessibilità per utenti anziani;
- implicazioni etiche e comunicative.
Dettagli apparentemente marginali – come la leggibilità dei menu o la rappresentazione visiva del medico – si sono rivelati cruciali per l’efficacia della soluzione.
Oltre il metodo: una cultura della responsabilità
Le esperienze presentate mostrano come il citizen engagement non sia un semplice strumento, ma una componente strutturale della ricerca contemporanea. Coinvolgere i cittadini significa non solo migliorare i risultati, ma ridefinire il rapporto tra scienza e società.
Nel quadro delle iniziative europee, la Fondazione coordina il progetto REINFORCING, finanziato dal programma Horizon Europe, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione della Responsible Research and Innovation nei sistemi di ricerca e innovazione.
Il progetto agisce su più livelli. Da un lato, mette a disposizione una piattaforma di supporto che offre risorse metodologiche, strumenti operativi e percorsi di accompagnamento per ricercatori, innovatori e organizzazioni interessate ad adottare approcci di innovazione aperta e responsabile. Dall’altro, attiva meccanismi di finanziamento a cascata per sostenere sperimentazioni concrete di citizen engagement in diversi contesti europei.
Un elemento distintivo di REINFORCING è l’attenzione alla trasferibilità: non solo testare pratiche partecipative, ma renderle replicabili, adattabili e sostenibili nel tempo. I progetti finanziati coprono ambiti eterogenei – dalla salute alla transizione ecologica, fino alla sicurezza – mostrando come il coinvolgimento dei cittadini possa essere applicato anche a temi complessi e sensibili.
In questa prospettiva, REINFORCING contribuisce a consolidare un’infrastruttura europea per l’innovazione responsabile, in cui il dialogo tra scienza e società non è episodico, ma parte integrante dei processi di ricerca.
In un’epoca in cui le tecnologie emergenti pongono sfide sempre più complesse, la co-creazione e il dialogo con la società rappresentano non solo un’opzione, ma una condizione necessaria per costruire innovazioni realmente sostenibili e condivise.














