Il Sole 24 Ore del 13 giugno 2005 Una ricchwezza senza moneta Intervista a Alvib Tofler di Nathan Cardels Clonazione, iPods, outsourcing, googlemania. Tutti cambiamenti e innovazioni che non stanno semplicemente trasformando le nostre vite: lei sostiene che stanno contribuendo a creare un «nuovo sistema di ricchezza». Quali sono le differenze tra questo nuovo sistema e l'economia cui siamo abituati? Sono di due tipi: primo, la conoscenza è oggi il principale motore della creazione di ricchezza; secondo, la fusione radicale tra produzione e consumo scatenerà il boom dell'economia "non monetaria" .L'economia tradizionale, infatti, si basa sul concetto di penuria o scarsità di beni. Ma la conoscenza è sostanzalmente inesauribile. Se tu coltivi riso in una risaia, io non posso colrivarlo in quella stessa risaia nello stesso momento. Se usi una macchina utensile, io non posso usarla nello stesso momento. Ma entrambi possiamo utilizzare la stessa conoscenza contemporaneamente senza esaurirla. Chiunque può utilizzare l'aritmetica senza correre il rischio di esaurirla. Anzi, più persone utilizzano la conoscenza in contemporanea, più è probabile che creino nuova cnoscenza. La conoscenza è in assoluto il prodottQ piu facile da trasportare. Può essere compressa in simboli e astra. Tende a diffondersi ed è difficile da occultare e proteggere. Non è lineare, nel senso che piccole intuizioni possono portare enormi risultati e, soprattutto, è intangibile. I fattori intangibili sono da sempre strettamente intrecciati ai beni tangibili. Per esempio, come sottolinea Hernando de Soto nel suo The mystery of capital, un te reno non costituisce una "proprietà" in senso tangibile fino a quando questa non venga o stabilita "intangibile" da un titolo legale o da regole sociali altrettanto "intangibili" che tutelano la proprietà stessa. L'intangibile è un po' come la buccia che riveste l'arancia. . Oggi, le società come Google possono effettivamente essere paragonate proprio alla buccia dell'arancia. Non hanno un nucleo tangibile, eppure valgono miliardi! Nelle economie avanzate, i beni intangibili stanno ormai surclassando il capitalismo basato sulla proprietà tangibile. Prendiamo lo sviluppo straordinario del "cervello esterno" - le banche dati, la connettività, i motori di ricerca in internet, la mappatura genetica o la rete mondiale - che espande in modo esponenziale le nostre capacità e possibilità in quasi tutti i settori. E la conoscenza a nostra disposizione continuerà a espandersi. Tutti i ricordi che un individuo ha accumulato in settant'anni di vita possono essere memorizzati digitalmente in un chip di 6 gigabyte. E oggi un pc contiene 400 gigabyte. Allo stesso tempo, diventa sempre più difficile proteggere molti beni intangibili - è sempre più arduo, per esempio, tutelare i diritti di proprietà intellettuale. Che cosa intende per economia non monetaria, e perché secondo lei è destinata a un boom? Quando lavoriamo, quando compriamo e vendiamo, quando investiamo, quando utilizziamo le nostre carte di credito o di debito, stiamo operando all'interno dell'economia monetaria. Ma l'elenco delle cose che facciamo nella nostra vita non si esaurisce qui. Alleviamo i nostri figli. Ci prendiamo cura dei nostri anziani. Ripariamo un rubinetto che perde. Aiutiamo un amico a ridipingere il salotto. Cuciniamo. Facciamo le pulizie in casa. Curiamo il giardino. Ricarichiamo la batteria della macchina. Le attività che compiamo da soli (il do-it-yourself) possono essere definite "prosumi", in quanto siamo al tempo stesso produttori e consumatori. A volte paghiamo delle persone per fare molte di queste cose al nostro posto. In questo caso, torniamo all'economia monetaria: per gli economisti, queste attività creano valore e quindi contribuiscono al PiI. Se, invece, decidiamo di fare queste cose da soli, magari perché non possiamo pagare chi lo faccia al nostro posto, il nostro lavoro non viene contabilizzato nel PiI e non aggiunge valore all'economia monetaria. È probabile che l'economia non monetaria generi altrettanto valore di quella monetaria, perché esistono una miriade di attività non retribuite che alimentano gratuitamente l'economia monetaria. Anzi, in realtà la sovvenzionano. Pensiamo, ad esempio, al software open source Linux e all'enorme impatto che ha avuto in tutto il mondo. Questo software è stato inizialmente prodotto da Linus Torvalds gratuitamente, quasi per hobby, e in seguito ha calamitato un gran numero di programmatori che senza alcun compenso lo hanno modificato, adattato e ampliato, stimolando altri programmatori ancora a dedicare un po' del loro tempo, sempre su base gratuita e volontaria, a produrre altri tipi software. Quest'attività "prosumistica", tutta nell'ambito dell'economia non monetaria, ha trasformato il modo di produrre software nell'economia monetaria. Il fenomeno dei "prosumi" esiste da lungo tempo. Dove sta la novità? La novità risiede nel fatto che nuove tecnologie poco costose stanno spostando una rie di attività dall'economia monetaria a quella non monetaria. Sono sempre più numerose le aziende operanti nell'economia monetaria che "esternalizzano" il lavoro, - chiedendo ai clienti di svolgere compiti in precedenza affidati ai loro dipendenti. Quando, ad esempio, noi usiamo il bancomat e inseriamo da soli il codice, questo è prosumo: la conseguenza, fra l'altro, è che le banche licenziano i cassieri. Ancora: in passato mandavamo le pellicole fotografiche alla Kodak per farle sviluppare e stampare. Oggi effettuiamo da soli queste operazioni con le nostre mani. Ci controlliamo da soli il diabete. Produciamo da soli i nostri film digitali e i cd musicali. E questo è solo l'inizio. Stiamo per assistere al boom del lavoro non retribuito. Presto avremo un miliardo di ultrasessantenni nel mondo che - almeno nei Paesi dell'Ocse - utilizzeranno le nuove tecnologie - dall'autodiagnosi alle analisi a casa - per fare da soli ciò che un tempo facevano i medici. Tutto questo accrescerà il ruolo e l'importanza dei prosumatori. Acquisteremo tecnologia nell'economia monetaria e l'utilizzeremo in quella non monetaria che, a sua volta, produrrà un feedback generando nuovo valore nell'economia monetaria. Vedrete cosa succederà quando la desktop production - ancora nella fase iniziale - trasformerà ogni casa nell'equivalente di una piccola fabbrica.