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Data: 10 dicembre 2002
Da: Massimo Bartoli
Oggetto: A proposito di "11 creature"

 

 

Riferimenti

right.gif (841 byte)La serie TV "L'uomo da sei milioni di dollari" (nella pagina del protagonista su Internet Movie Database)

right.gif (841 byte)"Chi erano i bionici? Introduzione a due famose serie fantastiche del passato" (su "Il sito bionico italiano")

C'è uno stato preliminare del cyborg: il cosiddetto uomo bionico.
Reso popolare dai telefilm della serie "L'uomo da sei milioni di dollari" (in versione femminile "La donna bionica"), corrisponde ad un essere ancora prevalentemente umano al quale sono stati impiantati dispositivi protesici, o sostitutivi di funzioni vitali o migliorativi rispetto alle dotazioni naturali.
La tecnologia medica ha portato fuori dalla fantascienza numerosi dispositivi bionici, quali il cuore artificiale (sia esterno, come nelle macchine cuore-polmone, che impiantabile), il rene artificiale (ancora esterno nella dialisi), le protesi acustiche impiantabili, le protesi degli arti a controllo neurale, ecc.
Sono un poco bionici anche i cristallini artificiali inseriti negli occhi di molti malati di cataratta.
Che ne pensate?

 

L'uomo da sei milioni di dollari e la donna bionica
L'uomo da sei milioni di dollari e la donna bionica
L'uomo da sei milioni di dollari e la donna bionica
L'uomo da sei
milioni di dollari
e la donna bionica

Data: 11 dicembre 2002
Da: Corrado Del Bò
Oggetto: Re: A proposito di "11 creature"

Credo che una differenza importante sia data dal fatto che le protesi biomediche servono a surrogare organi o tessuti che funzionano male o non funzionano affatto, dunque a ripristinare un livello di capacita' di funzionare (per usare un termine di Amartya Sen) *normale*, mentre, se non ricordo male, nei telefilm di cui sopra le protesi erano migliorative, e di molto, delle normali funzionalita' umane.

 

Data: 11 dicembre 2002
Da: Gian Maria Borrello
Oggetto: Re: A proposito di "11 creature"

Corrado Del Bò wrote:
>nei telefilm di cui sopra le protesi
>erano migliorative, e di molto, delle normali funzionalita' umane

Sì, ma forse solo come conseguenza di un intervento curativo (non conosco il telefilm). Non lo so, ma se fossero state conseguenze non volute, ciò sarebbe un'interessante integrazione alla risposta di Corrado.

In altre parole, mi sembra importante notare che il giudizio di valore nei confronti della biotecnologia migliorativa così come anche dell'eugenetica e, in antitesi, quello nei confronti delle versioni terapeutiche della biotecnologie sono, in ultima analisi, giudizi sulle intenzioni. D'altra parte, questo è anche abbastanza scontato: qui potrebbe aprirsi infatti tutto un discorso analitico sui generi di giudizio e sulla loro applicazione nel campo dell'etica.

Da
<http://members.fortunecity.it/cesare178/pagine_telefilm/
uomodaiseimilionididollari.htm
>:
>(...) Un astronauta americano rimasto vittima di un grave incidente mentre
>testava alcune apparecchiare subisce un'operazione che lo rende metà uomo
>e metà macchina. Dotato di due gambe bioniche che gli permettono di
>correre ad alta velocità, di un braccio destro artificiale che gli
>conferisce grande potenza. Viene ingaggiato dai governo per una serie di
>missioni assai delicate contro scienziati pazzi, politici corrotti e,
>addirittura, alieni intiltratisi tra i terrestri. I sei millioni di
>dollari del titolo si riferiscono al costo dell'intervento chirurgico
>commissionato dall'osi (Office of Strategic Information), l'agenzia
>governativa dalla quale dipenderà Austin. (...)

 

Data: 12 dicembre 2002
Da: Massimo Bartoli
Oggetto: Re: A proposito di "11 creature"

"Corrado Del Bo'" <delbo@u...>
wrote:
> credo che una differenza importante sia data dal fatto che le protesi
> biomediche servono a surrogare organi o tessuti che funzionano male o
> non funzionano affatto, dunque a ripristinare un livello di capacita'
> di funzionare (per usare un termine di Amartya Sen) *normale*,
> mentre, se non ricordo male, nei telefilm di cui sopra le protesi
> erano migliorative, e di molto, delle normali funzionalita' umane.

Ovviamente sono d'accordo con l'osservazione di Del Bo'.

La fantascienza _deve_ essere migliorativa, altrimenti non sarebbe molto interessante, anche se comunque la protesica (bioelettronica, biomeccanica, biotecnologica, ...) e' una realta' oggi consolidata.

Altri riferimenti fantascientifici a questo proposito sono nel filone "Cyberpunk" (ad esempio le unghie retrattili affilate della ragazza guardia del corpo di William Gibson comparse nel romanzo Neuromancer e riprese nel film Johnny Mnemonic <http://us.imdb.com/Title?0113481>).

 

Data: 13 dicembre 2002
Da: Vittorio Bertolni
Oggetto: Etica e bionica [WAS: Re: A proposito di "11 creature"]

La bionica non è altro che l'applicazione delle tecnologie elettroniche al bios. Il problema etico connesso all'uso delle tecnologie elettroniche (nanotecnologie e robotica) a mio parere non è tanto connesso al fatto che esse siano sostitutive o migliorative. Io penso che in ogni caso esse siano sempre migliorative infatti esse tendono sempre ad amplificare funzioni preesistenti. Abbiamo letto di recente che attarverso opportuni dispositivi elettronici era possibile restituire l'udito a dei non udenti. E' facile ipotizzare che attraverso dispositivi simili è possibile amplificare le capacità uditive dell'uomo fino alla percezione di ultrasuoni. E di esempi simili se ne possono ciatre infiniti. Negli anni 70 nel libro "Il robot e il minotauro" di Roberto Vacca si raccontava di uno scienziato che era riuscito ad integrare le funzioni del proprio cervello con un calcolatore riuscendo perciò ad ottenre prestazioni decisamente ultranormali. Ipotizziamo ora di pensare avendo a disposizione google senza dover pigiare dei tasti su diverse combinazioni di parole ecc. ecc. . Il limite etico, a mio parere, è fino a che punto l'applicazione della bionica riesce a stravolgere l'identità della persona. Indubbiamente ogni applicazione bionica influisce sulla psicologia della persona a dignità. Cioè fino a quando l'integrazione uomo macchina consente ancora di parlare di etica della responsabilitò, oppure, riprendendo una antica questione, fino a che punto per un ibrido possiamo parlare di libero arbitrio.

 

Data: 15 dicembre 2002
Da: Tommaso Correale Santacroce
Oggetto: Etica, bionica e identità

La trasformazione della tecnica di scrittura dalla matita alla macchina da scrivere, all’utilizzo del computer, ha portato se non ad una trasformazione delle idee, sicuramente al cambiamento delle modalità di strutturazione ed esposizione dell’idea. La possibilità di scrivere e riscrivere, definire con poco dispendio di tempo la forma di una frase, ad esempio, ha probabilmente un ruolo nella ricerca della giusta espressione. Allora, prendendo in esame le varie soluzioni futuristiche e non, di comunicazione tramite strumenti che eliminano matita e tastiera e che utilizzano la voce o il semplice movimento degli occhi o altro ancora, che tipo di trasformazioni si potrebbero avere?

Una vista sorprendentemente più acuta, una forza superiore, una amplificazione delle possibilità fisiche, che tipo di ritorno potrebbe avere sulle modalità di espressione e di comunicazione, e infine di identità e pensiero?

Sulla questione etica ed insieme d’identità, vale la pena andarsi a leggere qualche intervista o scritto sull’attività performativa dell’artista francese Orlán (http://www.orlan.net e, per una veloce biografia http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/o/orlan.htm) dove la pratica della "deformazione" del proprio corpo tramite l’innesto chirurgico di parti estranee l’ha portata a confrontarsi non solo con se stessa e l’arte, ma anche con le istituzioni (proprio per quanto riguarda la difficoltà o la volontà di manipolare la propria identità).

Vi sono diversi artisti nel mondo che stanno affrontando l’impatto delle tecnologie (bioniche e meccaniche) sul proprio corpo e organizzano performance estreme di modifica dell’elemento carnale sia vivo che morto (http://www.hackerart.org/corsi/aba99/valeria.htm):

vestiti di carne e muscoli e fili di ferro, pompe idrauliche inserite nello stomaco, tutori applicati al corpo e comandati da sconosciuti (il pubblico della performance)...

Questo panorama reale è sconvolgente quanto i più oscuri racconti di fantascienza e sicuramente è il nervo scoperto delle prime mutazioni del corpo umano in corpo bionico, e se l’arte è uno sguardo senza veli sulla realtà...

La questione dell'etica quindi, non è solo da riferirsi a chi compie le operazioni su altri, ma si pone in presa diretta con l'idea del corpo umano che l'uomo ha, come individuo e come essere sociale.

Non si tratta solo di migliorie scientifiche, fantascientifiche o tecnologiche, si tratta di trasformazioni, cercate, volute; e se solo si pensa a come la società si trovi sempre in difficoltà verso qualsiasi deformazione dalla forma "normale" del corpo, si può immaginare la portata non solo fisiologica della questione.

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